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Le danze del mondo da quest'anno su Radiodanza

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Le danze dei tanti paesi del mondo – tra i punti di forza della nostra rivista web – da qualche mese sono arrivate anche a Radiodanza, con la trasmissione Ballare Viaggiando. Un web magazine tutto dedicato al ballo e una web radio tutta dedicata alla danza non potevano che collaborare, ma con la rubrica Ballare Viaggiando Radiodanza si è avvicinata per la prima volta al mondo delle tradizioni popolari. Un mondo affascinante e incredibilmente vario, che abbiamo cercato di 'catturare' in mezz'ora abbondante di trasmissione, in onda una volta al mese (l'ultimo giovedì, alle 16) e dedicata, di volta in volta, a un paese o a un'area geografica

 

di Livia Rocco

 

 

E' partita a marzo la nuova 'avventura' di Ballare Viaggiando, che ha avviato una collaborazione con l'unica web radio italiana tutta dedicata alla danza, (Radiodanza.it), grazie alla rubrica mensile dedicata a chi ama le danze popolari e i viaggi. La trasmissione - che non poteva che intitolarsi Ballare Viaggiando ed è curata e condotta da Livia Rocco - si è conclusa a giugno per poi riprendere a settembre, dopo la pausa estiva. Una buona occasione per riepilogare e fare un bilancio di questo entusiasmante esperimento.

Abbiamo iniziato con la Spagna (30 marzo), un paese ricco di danze e fiero delle sue tradizioni, tuttora molto vive e condivise. Siamo partiti dal Flamenco, di sicuro il più conosciuto tra i balli spagnoli, espressione di quella particolare sintesi tra mondo arabo e gitano tipico della sua terra d'origine, l'Andalusia. E' un genere molto diversificato – ne esistono almeno 50 stili (palos) differenti - e ricco di contaminazioni; tra le più note e suggestive la rumba flamenca, portata al successo soprattutto dal gruppo musicale dei Gipsy Kings. In Spagna c'è anche la Jota, anch'essa di origini lontane nel tempo, ma ben radicata su tutto il territorio nazionale e diversa da regione a regione: tra le Jote più celebri quella aragonese, vivace e movimentata, e quella di Salamanca, con i caratteristici 'pasos saltados'. Se la Jota può oggi contare su danzatori virtuosi che si esibiscono nei teatri, la Sardana catalana conserva invece il suo sapore popolare, e non è difficile vederla danzare in strada da comuni cittadini che si stringono in un grande cerchio, tenendosi per mano. A Barcellona, poi, c'è addirittura un appuntamento fisso per gli amanti della danza tradizionale della Catalogna: quello della domenica mattina davanti alla cattedrale. E Proprio la Sardana, con il suo caratteristico accompagnamento di particolari strumenti a fiato, è stata scelta come sigla della trasmissione. La carrellata sulla Spagna si è conclusa con una chicca tutta madrilena: il Chotis, che il 15 maggio festeggia il santo patrono della capitale, San Isidro. Per questa graziosa danza di coppia è di rigore il costume da 'chulapos' e ‘chulapas’ (in dialetto di Madrid ‘ragazzi’ e ‘ragazze’): le donne indossano fiori nei capelli tenuti fermi da un fazzoletto bianco legato sotto il mento e abiti lunghi aderenti con una balza più larga in fondo, mentre gli uomini hanno in testa la parpusa, il tipico copricapo madrileno simile alla  coppola, con gilet e giacca dello stesso colore, quadrettato bianco e nero.

La seconda puntata di Ballare Viaggiando, andata in onda il 27 aprile, ha avuto un'ospite eccezionale: la ricercatrice, danzatrice e insegnante di danze popolari Francesca Trenta, che ci ha accompagnato nell' affascinante mondo delle danze tradizionali del Sud Italia. Con lei abbiamo parlato di Tarantella, Pizzica, Tammurriata. “Queste danze, riconducibili al fenomento del tarantismo, esprimono, con diverse sfumature, il bisogno di stare bene e di riappropriarsi della propria energia positiva” ha detto Francesca. Anche oggi che non esiste più il famigerato morso della taranta - vero o presunto – dal quale si guariva ballando, “moltissime persone si avvicinano alla grande famiglia delle Tarantelle (che comprende anche la Pizzica) per stare bene, perchè sono danze estremamente stimolanti. Diversi, invece, sono gli strumenti e i canti che le accompagnano e, di conseguenza, anche i ritmi, fortemente caratterizzati a livello locale”. La Pizzica salntina, oggi molto seguita grazie anche alla rassegna musicale 'La notte della Taranta' nel Salento; le tarantelle, campane ma anche calabresi, e poi c'è la Tammurriata, anche questa campana ma con caratteristiche particolari. “Questa danza, a differenza delle altre, è sempre accompagnata dal canto (di origine religiosa) e si basa tutta sul suono della Tammorra, il grande tamburo esclusivamente campano, che dà il ritmo ai passi”, ha spiegato Francesca Trenta. Ed è stata lei stessa a scegliere e commentare i brani musicali che hanno accompagnato la trasmissione, molto suggestivi e coinvolgenti.

Nella puntata successiva, quella del 25 maggio, abbiamo varcato i confini dell'Europa per parlare di Samba, uno stile musicale e un ballo che si identifica completamente ed esclusivamente con una nazione: il Brasile. Appena uscito dalle celebrazioni del suo centenario (nasce ufficialmente nel 1916), il Samba rappresenta perfettamente la variegata cultura brasiliana. Giunto in Brasile insieme agli schiavi africani, legato inizialmente alla religione Condomblè e ai quartieri malfamati di Rio de Janeiro, il Samba si è via via evoluto, subendo trasformazioni, assumendo diverse sfaccettature nelle varie regioni del Brasile e nelle multiformi interpretazioni dei musicisti, fino ad arrivare alle contaminazioni con il jazz da cui nacque la Bossa Nova. In sostanza il Samba è un mondo grande e colorato, così come il Brasile somiglia più a un continente che a una singola nazione. Eppure questa danza è diventata un simbolo, sempre più condiviso grazie anche alla formazione delle “scuole di samba” che sfilano nelle città in occasione del Carnevale, festeggiato da due milioni di persone. Sicuramente la parata di samba più famosa è quella del 'sambodromo' di Rio, considerata il più grande spettacolo del mondo e reso ancora più coinvolgente dai costumi sgargianti, dalle coreografie e dalla competizione tra 12 delle migliori 'scuole di samba', che ogni anno si contendono il titolo di campione.

Ed eccoci all'ultima puntata della nostra 'finestra' sulle danze del mondo, che il 23 giugno si è aperta sulle danze irlandesi. L'insegnante ed esperta Martina Spagna, ospite in studio, ci ha rivelato aspetti anche poco noti di queste danze, sempre accompagnate da musiche di grande atmosfera e strettamente legate alla storia dell'Irlanda. “Non si tratta di danze celtiche come pensano in molti – ha chiarito Martina -. Sono pochi gli aspetti risalenti direttamente alla cultura celtica, mentre nel corso dei secoli (ci sono testimonianze del XVI secolo che riguardano la regina Elisabetta I) si è formato un prezioso patrimonio di danze che si possono definire propriamente irlandesi”. E l'esistenza di un'istituzione nata espressamente per tutelare questo patrimonio la dice lunga sull'importanza di queste danze per il popolo irlandese! “La Commissione della danza irlandese, nata intorno al 1930, ancora oggi regolamenta e disciplina tutti gli aspetti della danza irlandese”, ha sottolineato l'esperta. Un'altra particolarità delle danze irlandesi è l'importanza delle scarpe. “Le Heavy Shoes, o Scarpe Pesanti, costituiscono di per sé uno strumento musicale nella danza - ha spiegato Martina -. Noi paradossalmente potremmo ballare senza musica, o meglio creando la musica con le nostre scarpe! Per battere il tempo con i piedi una volta si inserivano delle capocchie di chiodo sotto la punta delle scarpe, mentre oggi la parte anteriore delle Heavy shoes è in fibra di vetro. Ma ci sono anche le Light Shoes o Scarpe Leggere, in cuoio con lacci intrecciati, utilizzate quando è richiesta più leggerezza e non è necessario scandire il ritmo con i passi. Danze Ceili (danze di gruppo utilizzate nelle competizioni), Set Dancing (le danze di gruppo più diffuse) e Step Dancing (danze soliste) compongono l'universo delle danze irlandesi. Ma, nonostante la forte caratterizzazione nazionale, è interessante notare come queste danze riscuotano un notevole successo anche in Italia, dove si moltiplicano scuole di ballo e locali con musica folk irlandese".

Pronti a... ballare viaggiando? Noi siamo pronti a continuare il nostro percorso tra le danze del mondo!

 

 

E' possibile riascoltare alcune delle trasmissioni sul sito web radiodanza.it, nella sezione 'podcast'

 
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