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YOGA TALES, TEATRO DANZA E CULTURA INDIANA PER BAMBINI

  Yoga Tales, in scena al Teatro Vascello di Roma il 19 e 20 gennaio prossimo, è uno spettacolo interattivo per bambini, ideato e interpretato da Maria Grazia Sarandrea e Basia Wajs, che prende spunto dalla millenaria cultura indiana dello yoga. Scenografie simboliche e colorate fanno da sfondo allo spettacolo,mentre  fiabe magiche rievocano ai piccoli spettatori/protagonisti posizioni ispirate agli animali e alla natura. Come personaggi giunti da un mondo lontano, le due protagoniste avvicinano i bambini al mondo dei suoni e delle danze orientali, li conducono in atmosfere fantastiche attraverso il canto, li fanno esercitare nell’esecuzione dei mudra indiani e nella ripetizione di termini in sanscrito e cinese. Infine li conducono al rilassamento secondo le tecniche dello yoga, che donano al corpo e alla mente equilibrio e armonia. YogaTales rappresenta un primo approccio allo Yoga per la cura del corpo e della mente attraverso l’arte della musica, del canto e della danza, e  rappresenta per i bambini un’esperienza significativa di arricchimento culturale   sviluppando una nuova consapevolezza corporea. E’ una grande magia che rimane custodita dentro di sé. Ringraziamenti per  il sostegno vanno a  Balletto 90,   Movimento Danza, IALS.  
19-20 gennaio 2019 sabato h 17 – domenica h 15

YOGA TALES

Spettacolo interattivo per i bambini 
di e con 
Maria Grazia Sarandrea e Basia Wajs

scenografie Maddalena Giansanti
musiche e costumi tradizionali orientali

  Per ogni spettacolo si organizzano feste di compleanno presso il teatro abbinate agli spettacoli per i bambini, info ai numeri del teatro vascello ufficio promozione 3405319449 (cellulare) Teatro Vascello 06 5881021 – 06 5898031 - fax 06 5816623 Info

HIP HOP, BREAK DANCE E RAP, DAGLI STATI UNITI ALL'ITALIA

    Un libro, una analisi stringata, un vero e proprio saggio su un fenomeno quanto mai vasto, di ampia diffusione territoriale, e ricco di sfaccettature:  "Walk this way- La subcultura Hip hop dagli Stati Uniti all’Italia” di Simone Nigrisoli ( Fare Mondi, Europa Edizioni). Nessun genere musicale- si legge nella introduzione - è mai riuscito a creare così tanta arte e cultura al di fuori del suo contesto, come ha fatto il rap. Questo è stato possibile grazie al fatto che la musica rap affonda le sue radici in una formidabile "subcultura", nata a New York agli inizi degli anni Settanta e poi diffusasi in tutto il mondo dalla metà degli anni Ottanta in poi”. Il libro di Nigrisoli mette in luce gli aspetti e i processi che hanno portato l'Hip Hop a rappresentare uno dei movimenti musicali (e non solo) più interessanti degli ultimi quarant'anni. Dai suoi primi passi, mossi nei sobborghi delle metropoli americane, fino al suo approdo in Europa e in gran parte del mondo: i suoi “ caratteri universali”, il suo spirito, il suo rapporto con la moda,  con il potere,  le bande e i gruppi, le caratteristiche locali.  Moltissime le pagine dedicate  all’hip hop italiano e al rap, alla sua diffusione e mutazione. “ Il movimento hip hop italiano –spiega l'autore- si è appropriato della subcultura originale nata negli Stati Uniti ricodificando il modello. In Italia come in Europa, la prima grande onda Hip Hop si ripercosse intorno al 1982, dopo il successo di alc.uni film americani sull’arte della breakdance..negli anni successivi si diffuse anche il tipo di musica che accompagnava tale forma di ballo e man mano si svilupparono anche le tecniche recitative oggi note a tutti come rap.....La breakdance fu quindi la prima forma d’arte a prendere piede nel nostro paese...” . Il volume  contiene   anche  interviste esclusive a Ice One, Assalti Frontali e Rula. L’autore, Simone Nigrisoli, è un giornalista pubblicista, scrittore e fotografo.  

DIF 2019,AL CENTRO L'AMORE. COPPIE NELLA DANZA E NELLA VITA

  Quante coppie famose sono nate a passo di danza? Alcune storie illustri le hanno raccontate i protagonisti negli appassionanti incontri dedicati al pubblico a Danzainfiera. Il più grande appuntamento internazionale con la danza, in programma dal 21 al 24 febbraio 2019 a Firenze, oltre a proporre lezioni, stage e workshop, incontri ed occasioni di perfezionamento per allievi ed insegnanti, punta quest'anno sulle#storiedidanza. E cos'è Romeo e Giulietta se non la prima di queste grandi storie? Sul palcoscenico si incontrano sguardi carichi di adrenalina, in quei pochi istanti in cui la tecnica si mescola al talento e si affida alle capacità del partner c'è gran parte di quel rapporto che spesso va oltre la stima e la fiducia creando legami intensi e profondi. Ospiti di Danzainfiera 2019 due indimenticabili Giuliette che incontreranno i fan e terranno due stage di classico. La prima è Evgenia Obraztsova, classe 1984, già allieva della Scuola di danza Vaganova, prima ballerina del Teatro Bolshoi di Mosca. E' la più giovane ballerina della storia del Mariinsky che interpreta il ruolo di Giulietta e la giovane di Verona diventa uno dei suoi personaggi preferiti. L'altra è Lucia Lacarra, nata a San Sebastián, in Spagna, già al Ballet National de Marseille sotto la direzione di Roland Petit, diventa la Principal Dancer del San Francisco Ballet. Oggi è una delle più apprezzate ballerine a livello internazionale ed è direttore artistico del Victor Ullate Ballet di Madrid. L'incontro con il compagno Marlon Dino, talentuoso ballerino di Tirana, avviene danzando. Marlon ricorda in una recente intervista: “Abbiamo ballato insieme in tanti spettacoli tra i quali "Romeo e Giulietta". Lucia è artista nell'anima. Ballare insieme mi ha aiutato nella qualità della mia carriera. Ognuno di noi ha dato qualcosa all'altro, diventando una coppia in scena con una cieca fiducia”. La messa in scena del capolavoro di William Shakespeare  è una pozione d'amore che propizia spesso unioni sentimentali tra grandi ballerini. Tra le stelle ospiti nelle passate edizioni di Danzainfiera ricordiamo un'altra splendida Giulietta, Dorothée Gilbert, étoile dell'Opera di Parigi, sposata con Alessio Carbone, anche lui primo ballerino della storica compagnia francese. Indimenticabili anche Iana Salenko e Marian Walter, entrambi primi ballerini allo StaatballeTT di Berlino: coppia sul palco e nella vita che l'anno scorso ha deliziato gli spettatori con un passo a due tratto dal Pipistrellodi Roland Petit. Un'altra stupenda Giulietta amata dai giovanissimi è Anbeta Toromani, habitué di Danzainfiera. La prima ballerina del Teatro dell'Opera di Tirana, conosciuta dal pubblico italiano per la partecipazione ad “Amici”, ha interpretato Giulietta in varie rappresentazioni dall'Opera di Bratislava al San Carlo di Napoli. La scintilla per lei scatta proprio ballando Romeo e Giulietta con Alessandro Macario, primo ballerino ospite del Teatro San Carlo di Napoli. Ed ancora, tra gli ospiti più recenti di Danzainfiera, ricordiamo Federico Bonelli, principal del Royal Ballet di Londra che ha conosciuto sulle punte la moglie Hikaru Kobayashi, prima solista della compagnia di danza inglese. Ma la storia della danza contiene tanti piccoli grandi romanzi, come l'unione vissuta nella sfida e nella passione tra Rudolf Nureyev ed Erik Bruhn. Incontratisi negli anni '60 da colleghi e rivali, i due straordinari protagonisti della danza mondiale vissero una storia che merita un posto nella drammaturgia moderna. Quali saranno i nuovi amori che nasceranno a Danzainfiera 2019?   Per essere sempre aggiornati sul programma DIF2019: facebook.com/danzainfiera Danzainfiera 2019:21/24 febbraio 2019, Firenze - Fortezza da Basso | Info: 0574 575618 -www.danzainfiera.it -

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A ROMA E' TEMPO DI FLAMENCO.10-20 GENNAIO

 

Sette appuntamenti dedicati al flamenco, puntando i riflettori sulle nuove tendenze, evoluzione di questa arte, innovazione , con una attenzione  alla fotografia ( mostra fotografica   fino al 27 gennaio) e  al cinema spagnolo  (16-18 e 19 gennaio) che ha immortalato questo genere e ritmo di danza,   occasione per  vedere sullo schermo miti quali Antonio Ruiz Soler (El gran Antonio), Carmen Amaya e Antonio Gades. Torna a Roma, 10-20 gennaio 2019 al Parco della Musica , il Festival di danza spagnola e flamenco che da quest’anno avrà cadenza annuale. Il festival, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma con la direzione artistica di Roger Salas e la consulenza di David Lopez, è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura spagnolo e dell’Ambasciata di Spagna a Roma. A partire da questa edizione il festival gode del supporto della Comunità autonoma d’Andalusia, culla e tradizionale crogiolo del flamenco

 

 

A partire dal 2019, il Festival di danza spagnola e flamenco organizzato dalla Fondazione Musica per Roma presso l’Auditorium Parco della Musica avrà cadenza annuale, un respiro che darà modo di definire una programmazione più organica e di mostrare nel dettaglio la sfaccettata attualità della danza spagnola sperimentale e del flamenco in tutte le sue varianti-". E' quanto spiega il direttore artistico Roger Salas illustrando lo spirito della seconda edizione del Festival di danza spagnola e flamenco in scena al Parco dell Musica dal 10 al 20 gennaio 2019. “Con l’edizione del 2019 prende il via anche l’ambizioso progetto di dedicare una serata ai giovani talenti – coreografe e coreografi, ballerine e musicisti under 34 – che infondono sangue nuovo nel corpo di questa grande forma d’arte”.

Tutti di gran richiamo gli appuntamenti in calendario. In apertura, 10 gennaio, Emilio Ochando, classe 1984, regista, coreografo e ballerino, uno degli artisti di flamenco più interessanti della sua generazione, capace di rinnovare la tradizione senza stravolgerla, rileggendola in chiave attuale ed estremamente personale. In Siroco, spettacolo focalizzato sulla danza spagnola e il flamenco, si avverte il respiro del vento di scirocco che induce a lasciarsi andare. “Con questo spettacolo- racconta il ballerino- voglio raccontare e mostrare quattro elementi che nel flamenco assumono dinamicità grazie al fluire dell’aria: lo scialle, il ventaglio, la bata de cola e le nacchere. Questi accessori prendono vita grazie a quella calda e vitale brezza che si scatena quando il movimento scorre liberamente, caratterizzano la figura femminile che si esprime nel ballo. In scena, le figure maschili – quattro danzatori e tre musicisti – servono a sottolineare la necessità di mettere da parte i tabù: l’uomo e la donna possono mostrarsi come sono, senza bisogno di etichette.L’armonia generata da chitarra, percussioni e canto a due voci dal vivo attinge anch’essa alla fluidità ritmica del vento.”

 

In programma l’11 gennaio la prima assoluta della nuova avventura condivisa di due straordinarie figure del mondo flamenco: la bailaora e coreografa sivigliana Belén Maya e la cantaora catalana Mayte Martín per   un concerto unico. Belén Maya e Mayte Martín presentano il nuovo progetto Déjà vu.  Belén Maya è stata forse la prima artista a fissare i codici del ballo flamenco del nuovo millennio e Mayte Martín è una delle cantanti più prestigiose dell’attuale panorama flamenco. Ogni volta che le due artiste si incontrano sulla scena danno corso al miracolo della perfetta armonia tra visione e udito.

Il 12 gennaio va in scena il Flamenca’s Trío, tre donne che si propongono di conquistare il mondo attraverso un viaggio meraviglioso nelle profondità del flamenco; al tocco chitarristico di Antonia Jiménez, che rivisita proprie composizioni originali, si affiancano la voce di Naike Ponce e le percussioni di Nasrine Rahmani. Celebrazione degli importanti traguardi raggiunti delle esponenti femminili dell’arte jondo, il trio vuole rendere omaggio alla donna flamenca con uno spettacolo, confidenziale ed espansivo, che intende riscoprire i sapori della tradizione in un’ottica contemporanea.   Tarantas, Marianas, Granainas… ci invitano a penetrare in un mondo musicale accogliente, pronti a godere di inattese deviazioni melodiche, sfumature dinamiche e dissonanze.

 

Il 13 gennaio due giovani ballerini dal futuro promettente, El Yiyo ed El Tete, daranno un saggio della potenza del nuovo flamenco maschile. Miguel Fernández, EL YIYO, è indiscutibilmente una nuova stella del flamenco. A sette anni era già noto e ha al suo attivo oltre cinquanta rappresentazioni nei festival e nei teatri di Spagna, Francia, Portogallo e Taiwan. Ricardo Fernández, EL TETE, ha iniziato a ballare da bambino seguendo le orme del padre e del fratello El Yiyo, imponendosi come un ballerino di grande valore. A contratiempo, il suo spettacolo più personale, definisce El Yiyo in tutta la sua essenza: uno stile genuino in grado di trasmettere tutto ciò che il bailaor ha costruito in questi anni, la maturità scenica di un artista che ha creato la totalità della pièce e plasmato la musica e la danza con l’energia che lo caratterizza per creare momenti di magia e splendore.

 

Il Festival di Danza Spagnola e Flamenco presenta anche alcuni dei più interessanti giovani talenti, coreografi e danzatori emergenti, del nuovo ballet flamenco. Giovedì 17 gennaio apre la serata la ballerina ispano-danese Selene Muñoz che presenta due coreografie, Eye of Night e Shake. Vincitrice di vari premi internazionali, Selene e il percussionista svedese Stephan Jarl portano da anni in tutto il mondo le loro singolari pièce in cui mescolano il neo-flamenco con ritmi e musica di culture diverse, operando con una sensibilità e uno stile che hanno garantito ai due artisti il riconoscimento internazionale. Presenta due soli Cristian Martín, uno dei talenti più promettenti della nuova generazione. Danzatore versatile dalla formazione eterogenea e coreografo, presenta Caña e Ser, due sue creazioni che indagano i nuovi codici della danza spagnola in un viaggio tra tradizione e avanguardia. Albert Hernández e Irene Tena, diplomati presso il Conservatorio Professional de Danza di Barcellona e vincitori di numerosi premi, ormai da diversi anni portano avanti una personale ricerca artistica mossi da una forte inquietudine creativa. Amor Mojado en sal e Antaño mio, i due progetti coreografici in programma all’Auditorium, esplorano in maniera diversa le complesse e a volte violente relazioni tra maschile e femminile.

 

Infine il 19 gennaio è la volta di Camerata Flamenco Project, un ensemble che mescola stili musicali diversi nella cornice comune del flamenco contemporaneo. Il trio, composto da violoncello, flauto e piano, propone infatti una visione moderna del flamenco che unisce elementi della classica e del jazz. Sul palco della sala Petrassi, con la partecipazione della danzatrice Anabel Veloso, presenta l’ultimo progetto Falla 3.0, uno straordinario viaggio attraverso la musica di El Amor Brujo di Manuel De Falla. “Abbiamo voluto rappresentare in una forma attuale e in formazione trio una musica universalmente nota, composta novant’anni fa per orchestra. L’immersione nella partitura originale ci ha rivelato un mondo di possibilità sonore che, con molto rispetto, lavoro e cautela, abbiamo messo al servizio della musica, del contesto e del tempo attuale-le parole dell'ensemble.

VIDEO SPOT

https://www.youtube.com/watch?v=KxtjW0-3Jf4&feature=youtu.be


PROGRAMMA

 

 

Giovedì 10 Gennaio

FESTIVAL DI DANZA SPAGNOLA E FLAMENCO 2019

EMILIO OCHANDO Y COMPÃNĺA

Siroco

Sala Petrassi Ore 21

Biglietto 25 Euro

 

 

Venerdì 11 Gennaio

FESTIVAL DI DANZA SPAGNOLA E FLAMENCO 2019

MAYTE MARTÍN & BELÉN MAYA

Déjà vu

Sala Petrassi ore 21

Biglietti 25 Euro

Sabato 12 gennaio

FESTIVAL DI DANZA SPAGNOLA E FLAMENCO 2019

ANTONIA JIMÉNEZ

Flamenca´s Trío

Teatro Studio Gianni Borgna ore 21

Biglietti 20 Euro

Domenica 13 gennaio

FESTIVAL DI DANZA SPAGNOLA E FLAMENCO 2019

EL YIYO

A Contratriempo

Sala Petrassi ore 18

Biglietti 25 Euro

Giovedì 17 gennaio

FESTIVAL DI DANZA SPAGNOLA E FLAMENCO 2019

NUOVI TALENTI DEL BALLET FLAMENCO

Selene Muñoz

Cristian Martín

Albert Hernández, Irene Tena

Sala Petrassi ore 21

Biglietti 25 Euro

Sabato 19 gennaio

FESTIVAL DI DANZA SPAGNOLA E FLAMENCO 2019

BALLET FLAMENCO JESÚS CARMONA

ÍMPETU’S

Sala Petrassi ore 21

Biglietti 25 Euro

 

 
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