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SALERNO CITTA' DELLA DANZA...I LOVE DANCE 2019

Tutto pronto per la nuova edizione del concorso nazionale di danza I love Dance ..la danza è in scena! Sabato 23 marzo il Teatro Augusteo di Salerno alzerà il sipario sulla VIII edizione del concorso fra i più prestigiosi in Italia. Anche quest’anno, la kermesse, ideata e diretta da Carmine Landi, con il patrocinio del Comune di Salerno, vanta una grande affluenza tra scuole di danza e allievi partecipanti di età compresa tra gli 8 e i 30 anni, che animeranno il palco del teatro di Piazza Giovanni Amendola fino a domenica 24 marzo, ancora una volta Salerno diventa luogo d’incontro di giovani ballerini provenienti da tutte le regioni, isole comprese.
Il Concorso si pone da sempre l’obiettivo di offrire un’opportunità di confronto ed esperienza scenica ai tanti giovani appassionati dell’arte tersicorea che hanno l’occasione di migliorare il proprio bagaglio artistico esibendosi al cospetto di una giuria composta da maestri di chiara fama internazionale teatrale e televisiva. Prestigiosa  e qualificata la giuria . LUCIANA SAVIGNANO, diplomata alla Scuola di Ballo della Scala di Milano e si perfeziona al Teatro Bol'šoj di Mosca. Nel 1972 diventa prima ballerina alla Scala per diventare tre anni dopo, nel 1975, étoile.Maurice Béjart la invita nella compagnia Ballet du XXe siècle. Nel 2009 è uno dei giudici del talent show di Rai 2 Italian Academy. Applaudita dalla critica europea, esaltata dalla nota critica di balletto e danza italiana Vittoria Ottolenghi, Luciana Savignano è impegnata anche nel sociale, come testimonial a titolo gratuito, delle associazioni italiane confederate per la malattia di Parkinson.   BILL GOODSON inizia la sua carriera in America grazie a Michael Jackson con il quale ha ballato, dopo di lui tantissime star hanno richiesto la sua presenza o le coreografie per le performance coreutiche: Jackson Five, Diana Ross, Steavie Winwood, Gloria Estefan. Da anni è il coreografo del Moulin Rouge di Parigi.In TV ha curato le coreografie per “LA BELLA E LA BESTIA” con Sabrina Ferilli e Lucio Dalla, “NUMERO UNO” con Pippo Baudo e Paola Barale, “TORNO SABATO ...E TRE” e “MA IL CIELO E’ SEMPRE PIU’ BLU” con Giorgio Panariello, “CHIAMBRETTI NIGHT” e “GRAND HOTEL CHIAMBRETTI” con Piero Chiambretti, “SOGNO E SON DESTO 3” con Massimo Ranieri.Nel 2018 è stato maestro nel talent show di Canale 5 “AMICI di Maria De Filippi”   ANNA MARIA PRINA, diplomata alla Scuola di ballo del Teatro alla Scala sotto la direzione di Esmée Bulnes, si è perfezionata per al Teatro Bolshoi di Mosca e al Teatro Marinskij di San Pietroburgo. Nel 1960 ha iniziato la sua carriera al Teatro alla Scala dove ha danzato i principali ruoli di solista del repertorio classico, neo-classico e contemporaneo. Nel 1974 è chiamata alla direzione della Scuola di ballo della Scala, incarico che lascia nel 2006. Ha pubblicato libri di metodologia didattica della danza classico-accademica, collabora a enciclopedie e riviste con testi sulla Danza.   ANDRÉ DE LA ROCHE a sette anni già lavorava in un telefilm degli Universal Studios nel ruolo di un piccolo principe, a otto anni fa parte del musical “The King and I”. Nel 1986 è primo ballerino nello show di Rai Uno “Serata d’Onore” e “Fantastico 8”, è coreografo e ballerino: “Jeans 2”, “Europa Europa”, “Saluti e Baci”, “Bucce di Banana”, “Champagne”, “Beato fra le donne”, “Rose Rosse”, “Viva le Italiane”, “Gran Caffé”.Vittoria Ottolenghi scrive: “…è uno dei migliori ballerini jazz del mondo, è il Nureyev della danza jazz” e gli dedica due special in “Maratona d’Estate” su Rai Uno nel 1988 e nel 1994.   AMILCAR MORET GONZALEZ , diplomato al National Ballet School of Cuba è stato primo ballerino presso il Bavarian State Ballet, Les Ballettes De Monte-Carlo, il Zurich Ballet e The Hamburg Ballet.Ha lavorato come ballerino professionista e insegnante di danza classica nella trasmissione televisiva “Amici di Maria De Filippi”.È stato ballet master e guest principal dancer al Theater Kiel e guest principal dancer all’Hamburg Ballet.   MICHELE OLIVA ha perfezionato i suoi studi in vari centri di danza in tutto il mondo, New York, Los Angeles, Londra. Ha ballato con le star internazionali Geri Halliwell e Kylie e in Italia a lavorato in televisione con Fiorello, Paola e Chiara, Luisa Corna e Renato Zero. È stato assistente coreografo e ballerino nel programma televisivo “Amici di Maria De Filippi”. Docente a Broadway Dance Center e Peridance Capezio Center di New York City, collabora con il Complexions Contemporary Ballet, compone coreografia contemporanea per molte aziende italiane ed europee.   LITTLE PHIL già all’età di 8 anni rimane affascinato dal movimento, dalla cultura e dalla danza hip hop e comincia ad allenarsi con i fratelli maggiori, tutti grandi ballerini. Significativi sono gli incontri con Eddie Morales e Marty Kudelka guru della street dance mondiale, con cui collabora stabilmente.È riconosciuto come uno dei più grandi talenti dell’Hip-Hop moderno a livello mondiale, ha lavorato con  Mariah Carey, Craig David, Britney Spears, Backstreet Boys, Justin Timberlake, Mc Lyte, Brandy, Outkast, Backstreet Boys e Wu Tang Clan.In Italia ha lavorato per il talent show “Academy” RAI 2; “Ti lascio un canzone” RAI 1. Coreografo per gli spot publicitari FAME (Saranno famosi), Freddy, Nike, Adidas, Puma, Reebook Europa, Adidas Italy, Bmw, Oneil, Opel, Rifle Jeans, Ispo, Fibo, Interjeans.   Patrocinio: Comune di Salerno Partners: Micro & Mega Fotografie – Pisa; Dada marketing e comunicazione – Salerno; Media partner: Radio Bussola 24 diretta da Teodoro Maffia.   I LOVE DANCE www.ilovedance.eu Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. cell. 342 125 66 23

FINLANDIA, A KUOPIO, GIUGNO, IL FESTIVAL DELLA DANZA

Una gita nella regione dei laghi è come un viaggio nel cuore dell’identità finlandese, che nasce nel profondo verde delle foreste, sulle colline ondulate e sui laghi scintillanti.  Kuopio è tra le città più grandi situate nella regione dei laghi e le sue bellezze  possono essere ammirate in tutta la loro bellezza dalla torre di Pujo. Inoltre gli abitanti della regione sono conosciuti come persone aperte e con un particolare senso dell’umorismo. Ed è qui che da 50 anni si svolge  a giugno- edizione 2019 12-18 giugno-il Festival della danza, un evento di successo completamente dedicato alla danza e al quale partecipano ballerini di tutto il mondo. Il direttore artistico del Kuopio Dance Festival è il primo ballerino e coreografo Jorma Uotinen. Oltre agli spettacoli che animano la settimana-  eventi di strada, club, sfilate e altre attrazioni  - il Kuopio DanceFestival organizza anche corsi di ballo e workshop a tema  per professionisti o neofiti che desiderano vivere l’  esperienza della danza. Sono previsti anche Dance week end dedicati alla  danza come  benessere. Tra gli spettacoli in programma con artisti e compagnie  provenienti da tutta  Europa, e anche dalla lontana Australia, la Scuola di balletto dell'Opera e del Balletto nazionale finlandese , fondata nel 1922, tradizionale istituzione finlandese, proporrà estratti dalla Spring Screen includendo  sia il balletto classico che la danza contemporanea. Il ruolo e l'importanza della danza nel panorama culturale finlandese sono stati al centro a Roma di Equilibrio Festival, danza contemporanea , in scena al Parco della Musica 10-26 febbraio ,   evento dedicato ai paesi nordici che ha messo in luce anche tanti aspetti culturali dei vari paesi sul filo poetico dell’Aurora boreale , ovvero la danza della luce. Pe informazioni sul  KuopioDance Festival https://www.kuopiodancefestival.fi/en/home www.visitfinland.com

CINEMA, A MAGGIO ARRIVA "LE GRAN BAL"


Dopo aver incantato il  71. Festival di Cannes e aver concorso come miglior documentario ai  César (gli Oscar francesi), arriva finalmente in Italia  Le Grand Bal. L'emozionante documentario di  Laetitia Carton racconta la magica esperienza che lega migliaia di persone di ogni età e provenienza che tutti gli anni si ritrovano per 7 giorni e 8 notti di danza, musica e risate nella campagna francese.  
Le Grand Bal, che sarà nelle nostre sale a partire dal 2 maggio su distribuzione Barz and hippo, trascina lo spettatore in un un viaggio intenso ed intimo, ma al contempo lancia senza retorica un messaggio di umanità e cultura. Un trionfo di vitalità in cui degli sconosciuti superano ogni preconcetto e si prendono per mano per ballare e gioire insieme per giorni, ma anche un'esperienza cinematografica che rimarrà nel cuore degli spettatori. 

L'uscita del film sarà accompagnata da una tournée di lancio curata dall’ Associazione Folkambroeus nella quale musicisti e danzatori rivivranno con il pubblico le atmosfere del film con eventi di bal folk al termine delle proiezioni. 



Ogni anno più di duemila persone, di età ed estrazione sociale diverse, si riuniscono da ogni parte d’Europa nella campagna francese per un’esperienza straordinaria: Le Grand Bal. Per 7 giorni e 8 notti ballano insieme, mentre la musica suona dal vivo, in un emozionante connubio tra tradizione e modernità. La grazia del ritmo supera ogni fatica fisica e la gioia pura della danza abbatte le barriere. Le Grand Bal è un inno senza tempo alla magia del ballo e all’armonia di anime e corpi nella diversità. Scopri il film su Facebook: https://www.facebook.com/legrandbalilfilm/ Partecipa alla conversazione #LeGrandBal Distribuzione Barz and hippo

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ROMAEUROPA FESTIVAL: L'AFRICA AL CENTRO DELLA SCENA

Inaugurazione all’insegna dell’incontro tra due continenti quella del trentatreesimo RomaEuropa Festival,in svolgimento dal 19 settembre al 25 novembre. È infatti la prima italiana di Kirina, lo spettacolo firmato dal coreografo burkinabé Serge-Aimé Coulibaly, la cantate maliana, icona della musica mondiale, Rokia Traoré e lo studioso e scrittore Felwine Sarr ad aprire, il 19 settembre al Teatro Argentina (in replica fino al 22), il percorso tra i mondi che anima questa edizione del festival il cui titolo è, non a caso, Between Worlds


di Livia Rocco

 

 

“Noi africani conosciamo la storia romana. Perchè, invece, voi europei non sapete niente dell'Africa, e continuate a considerarla  'periferica', vedendola solo come terra di emigrazione e di guerre?”. Il RomaEuropa Festival raccoglie con entusiasmo la sfida del coreografo del Burkina Faso Serge-Aimé Coulibaly, che nello spettacolo Kirina rivendica la validità del misconosciuto patrimonio culturale dell' Africa occidentale, proponendo un lavoro basato sulla mitologia e sulla storia legata all'impero Mandinga (1235-1645). “Ma rappresentiamo anche il mondo di oggi, con i temi della violenza e dell'immigrazione, che riguardano tutto il mondo – precisa il coreografo durante la conferenza stampa dedicata al festival romano -."Il titolo si riferisce alla battaglia di Kirina, al termine della quale fu stilata una sorta di dichiarazione dei diritti umani che ci ha permesso di vivere in pace per molto tempo”. Allo spettacolo partecipano tra l'altro anche i ballerini dell'Accademia di danza di Roma, come sottolinea Monique Veaute, presidente della Fondazione RomaEuropa, “perchè proprio l'incrocio tra moltissime collaborazioni e mondi diversi è il filo conduttore di quest'anno”, fa notare Fabrizio Grifasi, direttore generale e artistico della Fondazione Romaeuropa, “insieme all'Africa, rappresentata da ben quattro Paesi, che aprirà e chiuderà l'edizione 2018”.


«Kirina ci introduce ai temi e ai percorsi che saranno affrontati durante Romaeuropa Festival 2018- commenta ancora  Grifasi-perchè l’essenza stessa della nostra missione si colloca in questo spazio “in between”, luogo di mediazioni e riconciliazioni tra opposti, ambito di riflessioni e accoglienza».

Ed è in quest’ottica che il festival proseguirà nel mese di settembre all’Auditorium Parco della musica con il live della maliana Oumou Sangarè, altra icona della world music che presenterà il suo ultimo album Mogoya (22 settembre); con il teatro “documentato” degli spagnoli Agrupación Señor Serrano che con Kingdom affronteranno il tema del capitalismo affiancandolo ironicamente alla figura di King Kong e alla storia delle banane (25 e 26 settembre) e con i việt kiều raccontati della giovane Caroline Guiela Nguien nel suo Saigon, spettacolo toccante e intenso interamente ambientato in un ristorante vietnamita, ponte d’incontro tra il Vietnam degli anni Cinquanta e la Francia di oggi (29 e 30 settembre). Al Teatro Argentina l’israeliana Sharon Eyal insieme a Gai Behar, con cui guida la compagnia L-E-V, presenterà il suo seducente Love Chapter II (il 25 e il 26 settembre) mentre il libanese Omar Rajeh in #minaret s’interrogherà sul nostro ruolo dinanzi ad atti di distruzione - come quello che ha raso al suolo Aleppo e la sua storia - in una coreografia per corpi, droni e suoni (29 e 30 settembre). Passaggio di testimone tra Short Theatre e il REf18 è invece la performance The Quiet Volume di Ant Hampton e Tim Etchells nella Biblioteca Enzo Tortora (dal 20 al 29 settembre).

Talk di approfondimento e momenti di confronto il 18 Settembre in Opificio Romaeuropa alle 18.30 con Felwine Sarr in dialogo con Aboubakar Soumahoro e Francesca Caferri, il 27 Settembre (sempre in Opificio alle 18.30) con Omar Rajeh e Paolo Matthiae e, il 29 settembre, con la franco-vietnamita Caroline Guiela Nguyen. Discussione post spettacolo il 25 Settembre con Agrupación Señor Serrano per il ciclo Post It.

 

Between Worlds, a Roma dal 19 settembre al 25 novembre

 

27 i luoghi del festival che ospiteranno 68 progetti per 168 repliche oltre a mostre, installazioni, convegni e percorsi di formazione; circa 55.000 posti di spettacolo in vendita, 38 prime nazionali e 29 programmi internazionali, 10 coproduzioni, per un’edizione che supera i confini europei aprendosi sempre più al mondo intero e ai nuovi sguardi capaci di raccontarlo e interpretarlo.

Più di 60 le compagnie, di cui 40 per la prima volta al Festival, provenienti da 24 nazionalità differenti, oltre ai vari ensemble, per un totale di 311 artisti coinvolti con i loro suoni, con le loro visioni di mondi utopici e immaginari o con le loro storie reali che fanno i conti con le grandi trasformazioni e con le grandi contraddizioni della contemporaneità.

Dopo l’apertura del 19 Settembre con Kirina, un viaggio tra Africa e Occidente all’insegna del movimento e della commistione d’immaginari firmato dal coreografo burkinabé Serge-Aimé Coulibaly e dalla sua Faso Dance Théâtre, con i testi dello scrittore e studioso Felwine Sarr, le musiche della cantante icona della world music Rokia Traoré, il festival prosegue articolato nei tre percorsi STORIE, VISIONI e SUONI e nelle sezioni DIGITALIVE a cura di Federica Patti, ANNI LUCE a cura di Maura Teofili, DANCING DAYS a cura di Francesca Manica, REf KIDS a cura di Stefania Lo Giudice e nelle attività di incontri e workshop di COMMUNITY a cura di Lara Mastrantonio, Massimo Pasquini e Matteo Antonaci.

 

Arrivano al Festival con le loro storie dal mondo il libanese Omar Rajeh con la sua compagnia Maqamat, la cinese Wen Hui, lo svizzero Milo Rau, le argentine Lola Arias e Cecilia Bengolea, quest’ultima in coppia con il francese François Chaignaud, La Mama di New York con la compagnia Motus. Al loro fianco altri grandi nomi della creazione internazionale come Peter Brook, Hofesh Shechter, Ivo Van Hove, Mario Martone, Mimmo Cuticchio con Virgilio Sieni, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, Tim Etchells con Ant Hampton (per una collaborazione con Short Theatre) e i coup de coer più recenti del festival come gli israeliani Sharon Eyal, Gai Behar e la loro L-E-V.

Particolarmente ricco è il cast internazionale degli artisti ospitati all’Auditorium Parco della Musica in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma: la musicista maliana Oumou Sangaré, il duo catalano Agrupación Señor Serrano, la francese di origini vietnamite Caroline Guiela Nguyen, i francesi Tsirihaka Harrivel & Vimala Pons, il direttore tedesco Peter Rundel che dirigerà The Yellow Shark di Frank Zappa, i musicisti statunitensi Fay Victor e Marc Ribot con Daniele Del Monaco, Cristina Zavalloni che interpreterà le composizioni originali di dieci diversi autori, Office for a Human Theater con Filippo Andreatta, Luigi de Angelis dii Fanny & Alexander con Marco Cavalcoli e, per il Gran Finale che chiuderà il festival, l’artista visivo e compositore giapponese Ryoji Ikeda, Franco D’Andrea Octet, la star del Benin Angélique Kidjo e l’artista britannico Matthew Herbert in una serata che occuperà tutte le sale dell’Auditorium.

Sempre al Parco della Musica, in coproduzione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, si svolgerà la prima esecuzione italiana del concerto di John Adams.

Protagonisti al fianco degli interpreti internazionali gli ensemble e le orchestre: Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Ensemble Giorgio Bernasconi dell’Accademia Teatro alla Scala i Solisti dell’Ensemble InterContemporain, il Parco della Musica Contemporanea Ensemble, Solistenensemble Kaleidoskop, Eklekto Ensemble.

Lo splendido salone di Pietro da Cortona di Palazzo Barberini sarà aperto per la performance della compagnia italiana Anagoor che (oltre al suo ultimo spettacolo) presenterà una performance musicale nata in collaborazione con Accademia D’Arcadia e in corealizzazione con Barberini Corsini Gallerie Nazionali. Negli spazi storici della capitale anche la compositrice Lucia Ronchetti, per una collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, in scena nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano. Il Palazzo Falconieri dell’Accademia d’Ungheria in Roma ospiterà il compositore Dániel Dobri, l’Istituto Svizzero sarà cornice dell’installazione in realtà virtuale di Gilles Jobin mentre all’Accademia di Francia – Villa Medici si svolgerà la performance de l’iraniano Ali Moini. Spazio alla multimedialità nella Sala Santa Rita con le installazioni site-specific di NONE Collective e Robert Henke e alla musica contemporanea al MAXXI con il progetto MaxxiMusic che vedrà protagonisti Tempo Reale, Fabrizio Ottaviucci ed Edison Studio

 

Il Mattatoio, grazie alla collaborazione con l’Azienda speciale Palaexpo, rappresenta l’“hub” della giovane creazione contemporanea del REf18. Qui si esibiscono, per Dancing days e il network Aerowaves, la coreografa olandese Keren Levi; il greco Christos Papadopoulos, la norvegese Ingrid Berger Myhre, i viennesi Dominik Grünbühel e Luke Baio oltre agli italiani Salvo Lombardo e la sua compagnia Chiasma, Sara Sguotti e Luna Cenere tutti rappresentanti delle più recenti espressioni della danza europea. A testimoniare l’odierno fermento della scena italiana, per Anni luce, sono invece Liv Ferracchiati con The Baby Walk, Chiara Bersani, VicoQuartoMazzini e Fabiana Iacozzilli.

Per Digitalive, illustrano le possibilità creative delle tecnologie Marco Donnarumma e Margherita Pevere, Quiet Ensemble, Kamilia Kard, fuse* oltre a dj e compositori emergenti come Caterina Barbieri, Andrea Familari con Demetrio Castellucci, Polisonum e altri artisti, mentre la collaborazione con Spring Attitude sarà l’occasione per esplorare le nuove tendenze musicali nella serata Digital Attitude.

 

Sempre il Mattatoio si fa spazio dedicato ai bambini e alle famiglie con la programmazione di REf Kids, vero e proprio festival nel festival con la sua intensa programmazione di spettacoli (tra gli artisti presenti: Clédat & Petitpierre, Ondadurto Teatro, Teatro delle Briciole, Unterwasser, Jacques Tellitocci, Oorkaan, Theâtre des Tarabates, Letizia Renzini), momenti ludici (come quelli creati dalle istallazioni o dalle performance di Guixot De 8, Officine K e Dynamis) e numerosi talk e laboratori nati grazie alla collaborazione di RAI Porte Aperte, Rai Radio Kids, Famiglia punto zero e Doppio Ristretto, la libreria itinerante Ottimomassimo, la realtà dedicata alle mamme Pachamamma e S.C.O.S.S.E.

 

Per i talk, i laboratori e i momenti d’incontro del festival, Community costruisce un’importante rete di partner di cui fanno parte Robinson – La Repubblica, il Mulino, l’Accademia Nazionale di Danza, l’Accademia di Belle Arti di Roma, Casa dello Spettatore, D.A.F. Dance Arts Faculty, European Dance Alliance – Valentina Marini, Danzaeffebi, famigliapuntozero, RUFA, la Scuola D’Arte Cinematografica Gianmaria Volontè, le Università degli studi di Roma La Sapienza, Tor Vergata e Uniroma3, Teatro e Critica.

RAI si conferma main media partner del Festival con i suoi canali RAI3, RAI Cultura, RADIO2, RADIO3, RADIO Kids e con le sue attività di approfondimento, per raccontare lo spettacolo dal vivo attraverso tv, radio e web.

Romaeuropa Festival si avvale di preziose collaborazioni artistiche anche per i suoi strumenti di comunicazione: si rinnova la collaborazione con l’illustratrice Chiara Fazi, che firma per il secondo anno l’immagine del festival, mentre sarà il musicista e compositore Nicola Tescari a comporre, per il primo anno, l’audio-logo che introdurrà nei teatri tutti gli spettacoli del REf18.

Fondamentale per la realizzazione del Festival la conferma del sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, della Regione Lazio, di Invitalia e di RAI.

Il REf18 è prodotto dalla Fondazione Romaeuropa in corealizzazione con la Fondazione Musica per Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro di Roma (main partner teatrale), il Teatro dell’Opera di Roma, l’Azienda speciale Palaexpo, il Mattatoio, Barberini Corsini Gallerie Nazionali, il Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano, il Maxxi – Museo nazionale del XXI Secolo, Biblioteche di Roma, Accademia di Francia – Villa Medici e la Fondazione Elena e Claudio Cerasi.

Sostiene il festival una preziosa rete pubblico/privata, italiana ed europea di cui fanno parte, la Fondazione Nuovi Mecenati, l’Institut Français e La Francia in Scena, il dutch performing arts e il Goethe-Institut, il British Council, l’Officina Culturale de l’Ambasciata di Spagna, l’Istituto Svizzero, Prohelvetia – Swiss Art Council, l’Istituto Balassi dell’Accademia d’Ungheria in Roma, oltre alla rete Aerowaves – Dance Across Europe cofinanziata nell’ambito del programma Europa Creativa.

REf18 è patrocinato da numerose ambasciate internazionali: l’Ambasciata di Argentina, l’Ambasciata D’Austria a Roma, l’Ambasciata del Belgio, l’Ambasciata della Repubblica del Benin, l’Ambasciata Britannica, l’Ambasciata di Francia, l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, l’Ambasciata di Grecia, l’Ambasciata di Israele, l’Ambasciata di Norvegia, l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, l’Ambasciata di Spagna, l’Ambasciata Svizzera, l’Ambasciata degli Stati Uniti e l’Ambasciata di Ungheria ed è realizzato in network con i teatri Biblioteca Quarticciolo, Olimpico, Vascello e Vittoria, con Carrozzerie | n.o.t, Short Theatre, Torinodanza, Festival Aperto, Nuova Consonanza e, per DNAppunti coreografici, Cango, Casa della Danza – Bassano del Grappa, L’Arboreto - Teatro dimora di Mondaino, Gender Bender, Triennale teatro dell’arte oltre alle reti europee Theatron ed E.F.A European Festival Association.

Info e biglietteria

tel. 0645553050/51, email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Per saperne di più su KIRINA, primo spettacolo di REF

Nasce dall’energia di una crew d’eccezione composta da Serge-Aimé Coulibaly, Rokia Traoré e Felwine Sarr, Kirina, opera africana per 9 danzatori, 1 attore, 4 musicisti, 2 cantanti e 40 figuranti (selezionati, per le repliche romane, tra gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza). Definito dal New York Time come uno spettacolo «sbalorditivo» capace di fondere sulla scena «danze ritualistiche, estatiche e sudate, musica propulsiva e una narrazione incantatoria in lingua francese» e di dar vita a «un’arte fresca ed elettrizzante», Kirina nasce nel segno dell’incontro tra mitologia africana e cultura occidentale. Fonte d’ispirazione per i tre creatori è, infatti, la mitologia mandinga e in particolare l’epopea di Soundjata Keita, il poema epico che racconta della fondazione dell’Impero del Mali nel tredicesimo secolo. Il titolo dello spettacolo è il nome della località situata nell’odierna Guinea dove si è svolta l’ultima battaglia da cui è nato l’impero mandingo. Un momento storico in cui si potrebbe individuare l’origine di una storia africana radicata nel rispetto della dignità umana e caratterizzata da un lungo periodo di pace e prosperità. Trasmessa dalla tradizione orale in molte versioni e diverse lingue, l’epopea ha occupato e continua a occupare un posto molto importante nella cultura dell’Africa Occidentale fungendo da fonte d’ispirazione per molti artisti. Ma questo bagaglio culturale è per Serge-Aimé Coulibaly solo un modo per far risuonare il presente, restituire un’immagine dell’Africa lontana dagli stereotipi con cui è raccontata dai media occidentali, rintracciare i punti di contatto tra la storia di due continenti e visualizzare la marcia eterna del mondo. In scena cumuli di abiti, danza tradizionale e contemporanea, musiche energiche e coinvolgenti disegnano la marcia di un popolo in continuo movimento e trasformazione a sua volta narrata dallo slam-rock di un griot (poeta e cantore della tradizione africana) ricontestualizzato nel presente ma capace di attraversare la Storia. Ieri come oggi: esili, spostamenti, lotte, ricchezze e povertà e incontri spingono l’uomo verso il futuro.

 

SERGE-AIMÉ COULIBALY | Nato nel 1972 a Bodo-Dioulasso, la capitale economica del Burkina Faso, Serge-Aimé Coulibaly lavora come danzatore e coreografo prima in Africa dove nel 1998 firma le coreografie per la cerimonia di apertura dell’Africa Cup of Nations e poi in Europa dove, trasferitosi nel 2001, danza in alcune delle più importanti opere de les ballets C de la B di Alain Platel e di Sidi Larbi Cherkaoui, prima di formare la sua compagnia Faso Danse Théâtre.

 

ROKIA TRAORÉ | Tra le regine della nuova musica africana e tra le musiciste e cantanti più richieste in Europa e nel mondo, Rokia Traoré mescola musica tradizionale e influssi moderni che vanno dal blues all’elettronica, dal rock-n-roll al jazz. La riscoperta delle proprie tradizioni ha portato la musicista e cantante alla fama internazionale. Oggi Rokia è impegnata nella riscoperta della tradizione mandinga e in particolare dei canti dei griot, cantori custodi della genealogia del proprio popolo.

 

FELWINE SARR | Considerato uno dei più importanti economisti e studiosi africani, Felwine Sarr ha rivoluzionato il modo in cui guardiamo il continente africano con il suo Afrotopia, un libro in cui unisce al suo acuto sguardo da economista, arte, cultura e letteratura. La sua visione del mondo africano incrocia in maniera inedita l’occidente, individuando il modo in cui l’Africa ha contribuito allo sviluppo della musica, della danza, del teatro e dell’immaginario nel mondo odierno. Lo studioso rivendica una lettura autonoma e lontana dall’immagine stereotipata del continente per fuggire la retorica del modello di sviluppo occidentale.

 

 

 
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