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YOGA TALES, TEATRO DANZA E CULTURA INDIANA PER BAMBINI

  Yoga Tales, in scena al Teatro Vascello di Roma il 19 e 20 gennaio prossimo, è uno spettacolo interattivo per bambini, ideato e interpretato da Maria Grazia Sarandrea e Basia Wajs, che prende spunto dalla millenaria cultura indiana dello yoga. Scenografie simboliche e colorate fanno da sfondo allo spettacolo,mentre  fiabe magiche rievocano ai piccoli spettatori/protagonisti posizioni ispirate agli animali e alla natura. Come personaggi giunti da un mondo lontano, le due protagoniste avvicinano i bambini al mondo dei suoni e delle danze orientali, li conducono in atmosfere fantastiche attraverso il canto, li fanno esercitare nell’esecuzione dei mudra indiani e nella ripetizione di termini in sanscrito e cinese. Infine li conducono al rilassamento secondo le tecniche dello yoga, che donano al corpo e alla mente equilibrio e armonia. YogaTales rappresenta un primo approccio allo Yoga per la cura del corpo e della mente attraverso l’arte della musica, del canto e della danza, e  rappresenta per i bambini un’esperienza significativa di arricchimento culturale   sviluppando una nuova consapevolezza corporea. E’ una grande magia che rimane custodita dentro di sé. Ringraziamenti per  il sostegno vanno a  Balletto 90,   Movimento Danza, IALS.  
19-20 gennaio 2019 sabato h 17 – domenica h 15

YOGA TALES

Spettacolo interattivo per i bambini 
di e con 
Maria Grazia Sarandrea e Basia Wajs

scenografie Maddalena Giansanti
musiche e costumi tradizionali orientali

  Per ogni spettacolo si organizzano feste di compleanno presso il teatro abbinate agli spettacoli per i bambini, info ai numeri del teatro vascello ufficio promozione 3405319449 (cellulare) Teatro Vascello 06 5881021 – 06 5898031 - fax 06 5816623 Info

HIP HOP, BREAK DANCE E RAP, DAGLI STATI UNITI ALL'ITALIA

    Un libro, una analisi stringata, un vero e proprio saggio su un fenomeno quanto mai vasto, di ampia diffusione territoriale, e ricco di sfaccettature:  "Walk this way- La subcultura Hip hop dagli Stati Uniti all’Italia” di Simone Nigrisoli ( Fare Mondi, Europa Edizioni). Nessun genere musicale- si legge nella introduzione - è mai riuscito a creare così tanta arte e cultura al di fuori del suo contesto, come ha fatto il rap. Questo è stato possibile grazie al fatto che la musica rap affonda le sue radici in una formidabile "subcultura", nata a New York agli inizi degli anni Settanta e poi diffusasi in tutto il mondo dalla metà degli anni Ottanta in poi”. Il libro di Nigrisoli mette in luce gli aspetti e i processi che hanno portato l'Hip Hop a rappresentare uno dei movimenti musicali (e non solo) più interessanti degli ultimi quarant'anni. Dai suoi primi passi, mossi nei sobborghi delle metropoli americane, fino al suo approdo in Europa e in gran parte del mondo: i suoi “ caratteri universali”, il suo spirito, il suo rapporto con la moda,  con il potere,  le bande e i gruppi, le caratteristiche locali.  Moltissime le pagine dedicate  all’hip hop italiano e al rap, alla sua diffusione e mutazione. “ Il movimento hip hop italiano –spiega l'autore- si è appropriato della subcultura originale nata negli Stati Uniti ricodificando il modello. In Italia come in Europa, la prima grande onda Hip Hop si ripercosse intorno al 1982, dopo il successo di alc.uni film americani sull’arte della breakdance..negli anni successivi si diffuse anche il tipo di musica che accompagnava tale forma di ballo e man mano si svilupparono anche le tecniche recitative oggi note a tutti come rap.....La breakdance fu quindi la prima forma d’arte a prendere piede nel nostro paese...” . Il volume  contiene   anche  interviste esclusive a Ice One, Assalti Frontali e Rula. L’autore, Simone Nigrisoli, è un giornalista pubblicista, scrittore e fotografo.  

DIF 2019,AL CENTRO L'AMORE. COPPIE NELLA DANZA E NELLA VITA

  Quante coppie famose sono nate a passo di danza? Alcune storie illustri le hanno raccontate i protagonisti negli appassionanti incontri dedicati al pubblico a Danzaifiera. Il più grande appuntamento internazionale con la danza, in programma dal 21 al 24 febbraio 2019 a Firenze, oltre a proporre lezioni, stage e workshop, incontri ed occasioni di perfezionamento per allievi ed insegnanti, punta quest'anno sulle#storiedidanza. E cos'è Romeo e Giulietta se non la prima di queste grandi storie? Sul palcoscenico si incontrano sguardi carichi di adrenalina, in quei pochi istanti in cui la tecnica si mescola al talento e si affida alle capacità del partner c'è gran parte di quel rapporto che spesso va oltre la stima e la fiducia creando legami intensi e profondi. Ospiti di Danzainfiera 2019 due indimenticabili Giuliette che incontreranno i fan e terranno due stage di classico. La prima è Evgenia Obraztsova, classe 1984, già allieva della Scuola di danza Vaganova, prima ballerina del Teatro Bolshoi di Mosca. E' la più giovane ballerina della storia del Mariinsky che interpreta il ruolo di Giulietta e la giovane di Verona diventa uno dei suoi personaggi preferiti. L'altra è Lucia Lacarra, nata a San Sebastián, in Spagna, già al Ballet National de Marseille sotto la direzione di Roland Petit, diventa la Principal Dancer del San Francisco Ballet. Oggi è una delle più apprezzate ballerine a livello internazionale ed è direttore artistico del Victor Ullate Ballet di Madrid. L'incontro con il compagno Marlon Dino, talentuoso ballerino di Tirana, avviene danzando. Marlon ricorda in una recente intervista: “Abbiamo ballato insieme in tanti spettacoli tra i quali "Romeo e Giulietta". Lucia è artista nell'anima. Ballare insieme mi ha aiutato nella qualità della mia carriera. Ognuno di noi ha dato qualcosa all'altro, diventando una coppia in scena con una cieca fiducia”. La messa in scena del capolavoro di William Shakespeare  è una pozione d'amore che propizia spesso unioni sentimentali tra grandi ballerini. Tra le stelle ospiti nelle passate edizioni di Danzainfiera ricordiamo un'altra splendida Giulietta, Dorothée Gilbert, étoile dell'Opera di Parigi, sposata con Alessio Carbone, anche lui primo ballerino della storica compagnia francese. Indimenticabili anche Iana Salenko e Marian Walter, entrambi primi ballerini allo StaatballeTT di Berlino: coppia sul palco e nella vita che l'anno scorso ha deliziato gli spettatori con un passo a due tratto dal Pipistrellodi Roland Petit. Un'altra stupenda Giulietta amata dai giovanissimi è Anbeta Toromani, habitué di Danzainfiera. La prima ballerina del Teatro dell'Opera di Tirana, conosciuta dal pubblico italiano per la partecipazione ad “Amici”, ha interpretato Giulietta in varie rappresentazioni dall'Opera di Bratislava al San Carlo di Napoli. La scintilla per lei scatta proprio ballando Romeo e Giulietta con Alessandro Macario, primo ballerino ospite del Teatro San Carlo di Napoli. Ed ancora, tra gli ospiti più recenti di Danzainfiera, ricordiamo Federico Bonelli, principal del Royal Ballet di Londra che ha conosciuto sulle punte la moglie Hikaru Kobayashi, prima solista della compagnia di danza inglese. Ma la storia della danza contiene tanti piccoli grandi romanzi, come l'unione vissuta nella sfida e nella passione tra Rudolf Nureyev ed Erik Bruhn. Incontratisi negli anni '60 da colleghi e rivali, i due straordinari protagonisti della danza mondiale vissero una storia che merita un posto nella drammaturgia moderna. Quali saranno i nuovi amori che nasceranno a Danzainfiera 2019?   Per essere sempre aggiornati sul programma DIF2019: facebook.com/danzainfiera Danzainfiera 2019:21/24 febbraio 2019, Firenze - Fortezza da Basso | Info: 0574 575618 -www.danzainfiera.it -

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NDT, LE SCINTILLE DEL FESTIVAL ITINERANTE

 

In corso  il Festival itinerante de La Notte della Taranta che culminerà nel Concertone di Melpignano del 25 agosto. Un programma musicale ricco , portatore di tradizioni  e sperimentazioni e che coniuga il valore del territorio,dei suoi protragonisti , del cibo e della natura. 100 ore di live show, 360 musicisti coinvolti, 40 concerti di pizzica e musica popolare dal mondo,  3 mostre in anteprima nazionale, 19 notti da vivere dal 2 al 23 agosto nei centri storici del Salento nella più grande e diffusa Festa Popolare d’Europa.

 

 

Questo grande evento esiste perché è nato qui ed è figlio dell’humus di questa terra, di quello che in questa terra è accaduto negli ultimi cinquant’anni. Questo festival ha ventuno anni, non è figlio delle mode, è qualcosa che ha radici profonde e ben salde, qui è accaduto di tutto. Qui all’inizio degli anni Sessanta, a Calimera, c’è stato un sindaco poeta che ha scritto un libro in grico, il sindaco Aprile. Sono nati e hanno lavorato tantissimi ricercatori, artisti, operatori culturali. In questo humus è nata La Notte della Taranta e in questo humus lavora e vegeta la fondazione La Notte della Taranta”. Con queste parole di Massimo Manera, presidente della fondazione La Notte della Taranta, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Festival a Corigliano d’Otranto ( 3- 23 agosto) , che   culminerà nella Notte a Melpignano, concertone, il 25 agosto prossimo.Tra gli ospiti presenti, nella suggestiva terrazza del castello De’ Monti di Corigliano d’Otranto, il maestro concertatore di questa ventunesima edizione de La Notte della Taranta Andrea Mirò :“Sono molto orgogliosa di far parte della cordata dei maestri concertatori che si sono alternati qui perché è un grande momento di crescita e non è retorico. E’ una crescita musicale, sui contenuti culturali, umana. Ringrazio la fondazione per avermi messo in condizione di crescere, di buttare il cuore oltre l’ostacolo, mettermi alla prova è quello in cui credo”.

A dare il via al festival sono stati i ballerini del corpo di ballo de La Notte della Taranta con due appuntamenti, un laboratorio di pizzica alle 19 nel castello e una esibizione sulla terrazza del castello, con le coreografie di Massimiliano Volpini “Sto tentando di mescolare due mondi apparentemente lontani, quello della danza accademica e quello della danza popolare, in che modo lo stiamo scoprendo, stanno venendo fuori delle cose molto interessanti. L’energia e la vitalità sono la chiave di tutto”.

Sempre sulla terrazza del castello si è esibito il Circolo Mandolinistico di San Vito dei Normanni, fondato nel 1934, e guidato dal 2015 dal giovane mandolinista Peppino Grassi. Il rinnovato spirito non rinuncia a preservare e valorizzare la tradizione e diffondere i diversi linguaggi di espressione del mandolino, «guardando al futuro con cuore antico». Come nelle botteghe di un tempo, il Circolo è oggi luogo d’incontro e discussione, agorà, crocevia di uomini e musica dove la trasmissione dei saperi si compie con approccio spontaneo.La tappa coriglianese è un appuntamento fisso, “ogni anno il festival parte qui da noi - ha detto il sindaco di Corigliano, Dina Manti - e oggi siamo qui con i nostri ragazzi dell’Orchestra Sparagnina che raccontano una storia di amicizia, di relazione e di legami che è ciò che noi vogliamo trasmettere a tutti”. L’Orchestra Sparagnina è diretta da Ambrogio Sparagna, già maestro concertatore de La Notte della Taranta, dal 2004 al 2006, che torna per dirigere l’Orchestra nata nel 2005 dalle esperienze didattiche dell’Istituto comprensivo del paese.

Mi sembra che sia una festa sempre molto partecipata, chiaramente è tutto diverso rispetto a quegli anni in cui cercavamo di trovare una strada, ma è molto importante che un festival continui ad elaborare progetti di ricerca- ha commentato il maestro Sparagna a latere della sua esibizione. Un’ora di musica di tradizione affidata alla sua orchestra che ha proposto un repertorio di canti tradizionali in grico salentino (antico dialetto greco e lingua di minoranza del territorio).

In piazza Vittoria si sono poi  esibiti I Mandatari, formazione nata nel 2013 per volontà di un gruppo di amici, con l’intento di riscoprire la bellezza della tradizione musicale della provincia di Taranto. Grazie al loro lavoro di ricerca e, attingendo anche dal patrimonio recuperato sul campo nelle stesse zone dallo storico ed etnografo Alfredo Majorano, tra gli anni ’30 e ’70, il gruppo può avvalersi di un vasto repertorio musicale che spazia dai contesti rituali (tarantismo), a quelli ludici (pizzica-pizzica, tarantelle, quadriglia, canti di lavoro, stornelli) e canti devozionali (canti di passione).

La chiusura della prima tappa del festival è stata affidata all’Antonio Amato Ensemble, “Il futuro del passato” è la frase che rappresenta al meglio la filosofia stilistica del gruppo che, in dieci anni di attività, è riuscito a sviluppare un sound originale, riconoscibile e alternativo rispetto al suono legato alla musica popolare salentina di tradizione. L’ultimo lavoro discografico “Speranze” crea infatti un punto d’incontro inedito tra due mondi apparentemente paralleli. Brani originali e brani classici della tradizione convivono coerentemente nella dimensione musicale del gruppo dove le esperienze eterogenee di ciascuno dei suoi componenti si incontrano attraverso il canto tipico della tradizione dialettale salentina di Antonio Amato. Strumenti acustici e sonorità della tradizione si intrecciano in simbiosi musicale con strumenti elettronici e sonorità moderne senza perdere di vista le ritmiche ipnotiche e ancestrali che rappresentano la colonna portante della pizzica.

In questi ventuno anni l’operazione che è stata fatta è stata quella di chiamare i migliori che era possibile chiamare e farli confrontare con la nostra cultura, questo non è un fatto da poco, ma è un fatto che ha fatto crescere davvero questo territorio. Questo è il valore aggiunto di questo festival- ha commentato Daniele Durante, direttore artistico de La Notte della Taranta. E’ spettato invece a Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano, ricordare la candidatura dell’ex convento degli Agostiniani di Melpignano ai Luoghi del Cuore del Fai. “La quinta scenica de La Notte della Taranta, l’ex convento degli Agostiniani, è stata candidata tra i Luoghi del Cuore del Fai, con un semplice click possiamo aggiungerlo tra i primi dieci sul sito del Fondo Ambiente Italia e contribuire a ristrutturare questo storico sito”

Una prima giornata intensa per un festival ricco di appuntamenti, tra musica, ballo, arte e tradizione. Tra i tanti quello ricordato da Luigi Chiriatti, direttore artistico del Festival de  La notte della Taranta, la mostra “I luoghi di Renata” di Paolo Laku a Nardò: “La Fonte era una consigliere comunale di Nardò che è stata ammazzata perché difendeva strenuamente la non urbanizzazione di Porto Selvaggio uno dei luoghi più belli del Salento, per questo è doveroso parlare di paesaggio e dedicare questa mostra a lei, ricordando che ci sono persone che perdono la vita per difendere i principi in cui credono “.

NARDO'

Grande il successo della seconda serata del Festival a Nardò, dove si è riversato il popolo dei pizzicati che ha ballato sulle note dell’orchestra popolare de La Notte della Taranta in via XXV Luglio. Sulle voci di Enza Pagliara, Antonio Amato e Giancarlo Paglialunga il popolo della pizzicati è esploso sulle note di “tamburu lu tamburieddhu”, con i danzatori Lucia Scarabino e Stefano Campagna (nella foto). Terzo appuntamento della serata, dopo l’inaugurazione della mostra “I luoghi di Renata” un viaggio fotografico curato da Palo Laku con la ricerca giornalistica di Gabriella Della Monaca, che esplora la natura e l’intima solitudine di Renata Fonte, l’assessore alla cultura e alla pubblica istruzione di Nardò uccisa dalla mafia il 31 marzo del 1984, che pagò con la vita la difesa estrema della sua terra. Contro la speculazione edilizia e la minaccia di cementificazione dell’incantevole baia, Renata Fonte oppose la cultura della bellezza e della salvaguardia dell’ambiente. La sequenza di immagini restituisce lo sguardo di Renata, attraverso la testimonianza delle figlie Sabrina e Viviana, sui luoghi che hanno determinato le scelte nella sua breve vita. La mostra sarà visitabile a Palazzo Personè sino a fine mese.

Per i concerti Altra Tela, in piazza Cesare Battisti, si sono esibiti i “Terra, pane e lavoro”, un progetto musicale curato da Rocco Nigro che si snoda come un racconto, un viaggio all’interno del mondo bracciantile e popolare del Salento che va da fine Ottocento fino al movimento di occupazione delle terre del 1949-1951. Uno spaccato di testi e musiche che riprende alcuni momenti storici salienti e si dipana tra inni di lotta, protesta e canti sociali, fino a trattare temi quali le grandi guerre e l’emigrazione. Tra i brani della lotta proletaria salentina: Lu primu Maggiu ispirato al testo in dialetto gallipolino scritto da Vincenzo Cataldi nel 1891, in cui s’invitava la popolazione a prendere parte alla festa del Primo Maggio. Protagoniste del progetto le voci di Rachele Andrioli, Antonio Castrignanò, Massimiliano De Marco, Dario Muci, Giancarlo Paglialunga e delle sorelle Gaballo.

SOGLIANO CAVOUR

A seguire appuntamento a Sogliano Cavour con l’Orchestra popolare del Saltarello, sedici musicisti abruzzesi affiancati da un corpo di ballo, che propongono un repertorio di brani popolari di saltarelle, spallate e ballarelle.  E poi sempre alla Villa Comunale, il gruppo salentino dei Fonarà, con il loro canto “ad alta voce” sulle note della musica tradizionali salentine.

 

UGENTO

Ugento ha fatto da cornice alla quarta tappa del Festival itinerante de La Notte della Taranta,con i concerti Altra Tela e le “Note di viaggio”, dello spettacolo di Pino Ingrosso, in via Marchesi di Ugento, alle 21.30.L’artista salentino ha ideato un viaggio teatrale musicale, un racconto leggero e brillante di un passato che ancora ci appartiene; un viaggio che scandisce modi, tradizioni, costumi e usanze del Salento rivissuti attraverso i ricordi d’infanzia, i racconti degli anziani, le sonorità tipiche, colori, suoni e profumi capaci di rievocare una civiltà ancestrale comune non solo al Sud d’Italia, ma a tutti i Sud del mondo. La musica che impreziosisce lo spettacolo, è un carosello di sonorità mediterranee, figlie di tutte le dominazioni che hanno caratterizzato il Salento nel corso dei secoli. La maggior parte dei brani dello spettacolo, sono composti da Pino Ingrosso con la peculiarità di essere stati scritti in dialetto salentino e in italiano, proprio per essere maggiormente fruibili anche da un pubblico non squisitamente locale. Con Pino Ingrosso si esibiranno Alessandro Caione (piano elettrico e tastiere) Silvio Cantoro (basso acustico) Maurizio Pellizzari (chitarra acustica) Nico Berardi (fiati) Alessandro Monteduro (percussioni) Davide Chiarelli (batteria e tamburi) Daniela Guercia (voce recitante, cori) Deborah De Blasi (cori).

A seguire per i concerti Ragnatela I Calanti, in piazza San Vincenzo alle 22.30. Il gruppo di Ugento, attivo da vent’anni , ha portato in tutta la Puglia, in Italia e all’estero il suono della tradizione di questa terra affascinante. La band ha all’attivo anche due videoclip, di cui l’ultimo del 2016, girato nel bellissimo centro storico di Ugento. Recentemente, I Calanti hanno partecipato al cortometraggio “El libro blanco" della regista francese Isabelle Montoya, girato a Buenos Aires nel 2013, con la “Pizzica di San Vito”.

Alle 23.30 in piazza San Vincenzo si è esibita l’Orchestra Popolare "La Notte della Taranta”, il simbolo della cultura popolare contemporanea del Salento. Ambasciatrice ufficiale della pizzica nel mondo e del ricco patrimonio musicale è chiamata a rappresentare la cultura italiana nei contesti internazionali più prestigiosi come, di recente, le Olimpiadi invernali di PyeonChang e il Charity Ball dell’OSCE. Il sound unico e inconfondibile, l’affascinante narrazione tra tradizione e modernità della pizzica tarantata attraverso il ritmo del tamburello, la compattezza di una compagine composta da musicisti, cantanti e danzatori della scena popolare, caratterizzano l’orchestra della ndt, la più acclamata e amata dal pubblico. Una qualità diventata il marchio della musica salentina con un repertorio capace di esaltare le radici, con un’identità del suono alla cui inconfondibile dolcezza dei canti d’amore e alla potente esecuzione delle pizziche, contribuisce non poco lo stile “Notte della Taranta”, un rito che si celebra ogni anno nel Concertone di Melpignano e che la band esporta nel mondo. Oggi composta da musicisti di pizzica e di musica popolare di tutta la Puglia, l’Orchestra è stata diretta da Daniele Sepe (1998), Piero Milesi (1999), Joe Zawinul (2000), Piero Milesi (2001), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003); Ambrogio Sparagna (2004-2006); Mauro Pagani (2007-2009), Ludovico Einaudi (2010-2011), Goran Bregović (2012), Giovanni Sollima (2013-2014), Phil Manzanera (2015), Carmen Consoli (2016), Raphael Gualazzi (2017).

ZOLLINO

11 agosto tappa a Zollino, con lo spettacolo curato da Bosio Teatromusica che vede tornare in scena il cast di “Mira la rondondella: musica, storie e storia dai Castelli romani”. È un racconto familiare, che nasce dall’intervista di Alessandro Portelli alla famiglia Menichetti. L’intervista è tratta dal volume “Ribelle e mai domata. Canti e racconti di antifascismo e resistenza che contiene dodici interviste ad altrettante donne, che ricordano la propria esperienza sotto il fascismo, durante il conflitto e la resistenza, e propone un ampio repertorio di canti partigiani e antifascisti dell’area centro-meridionale. Nello spettacolo il racconto di Iva Manieri, moglie di Mario Menichetti, e delle sue cinque figlie, ripercorre le vicende biografiche di Mario e della sua famiglia: l’attività antifascista clandestina di Mario, la brutale repressione fascista e la morte di alcuni compagni di lotta, la condanna al confino a Ustica, la gioia per la caduta del fascismo e il terrore dei bombardamenti, le privazioni, la fame, le difficili e precarie condizioni abitative che segnarono la vita quotidiana della numerosa famiglia. Le vicende dei Menichetti si intrecciano con quelle complessive dell’Italia e di Roma, nei difficili anni del fascismo, del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra. Vengono poi presentati stornelli, canti rituali più noti, canzoni narrative e serenate d’amore, che pescano da un ampio repertorio popolare. Matilde D’Accardi e Gabriele Paupini, (voci narranti e canto) Sara Modigliani (voce narrante e canto) Roberta Bartoletti (organetto) Massimo Lella (chitarra) Gabriele Modigliani (chitarra).

Spetterà invece al gruppo salentino degli Alla Bua, animare il concerto Ragnatela, alle 22.30 alla villa comunale. Gli Alla Bua nascono dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Si formano inizialmente tra le ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, nelle notti itineranti del canto pasquale di Santu Lazzaru, nelle tipiche feste delle curti fatte di vino, voci spiegate e incessabili tamburelli. Tra questi suoni si sono uniti i sei componenti del gruppo, provenienti da vari paesi del Salento (Casarano, Torrepaduli, Collepasso, Cavallino fino alla grica Sternatia), con la comune coscienza di sentire propria l’eredità della musica popolare, appresa direttamente nelle proprie case e con la grande passione di suonarla, tramandarla e divulgarla. Alla Bua era una locuzione utilizzata dagli anziani del Sud Salento (nelle osterie di Alliste e dintorni) per accompagnare i canti di lavoro o d’amore. Alla Bua starebbe dunque per altra via, altra cura, altra malattia, medicina alternativa. Durante tutta la serata sarà possibile gustare la Sceblasti per la sezione Il Cibo della Taranta, in piazza Sandro Pertini.La Sceblasti (in grico ‘senza forma’) caratteristico pane condito, è un prodotto agroalimentare tradizionale, inserito dal 2006 nell’apposito elenco del Ministero delle Politiche Agricole. Nel laboratorio curato dalla Cooperativa Comunità Zollino saranno illustrati origini e storia del prodotto e gli ingredienti che lo compongono. La dimostrazione pratica della preparazione consentirà ai presenti di gustare la sceblasti che sarà cotta nel tradizionale forno a legna.

CALIMERA

Il  12 agosto il Festival itinerante de La Notte della Taranta fa tappa a Calimera con la visita guidata alla chiesa di San Rocco, a cura del Museo della Civiltà contadina. La visita che rientra nella sezione Il Borgo Racconta, partirà alle 19.30 da piazza Immacolata, per raggiungere la chiesa, un piccolo tempio cristiano situato nei pressi dell’antico bosco dove si trova la sacra roccia di san Vito, una pietra con al centro un foro di circa 30 cm, a cui sono legate credenze magico-religiose tramandate sino ai nostri giorni. In particolare nel giorno del lunedì dell’Angelo il rituale prevede di passare attraverso il foro posto al centro della pietra, per ottenere benefici spirituali o la propiziazione alla fertilità per le donne.(Per Iscrizioni e informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Musica dalla Georgia con il Trio Mandili che apre una finestra sui suoni caucasici. Sul palco dei concerti Altra Tela, in largo Immacolata alle 21.30, salirà la formazione georgiana del Trio Mandili. Dopo il successo del primo video postato su internet nel quale interpretava una canzone dalla melodia tradizionale georgiana, visualizzato da milioni di utenti, il Trio Mandili, la cui popolarità cresce ogni giorno, trasmette al pubblico voci e suoni degli strumenti popolari, come il panduri, per un viaggio nel Khevsureti, provincia nei territori montani del Grande Caucaso. Il nome del gruppo deriva dal Mandili, copricapo femminile a forma di sciarpa. Tradizionalmente, le donne gettavano a terra un fazzoletto o il copricapo quando volevano riconciliare gli uomini in conflitto. Compongono il trio: Mari Qurasbediani, Tatia Mgeladze e Tako Tsiklauri. Per i concerti Ragnatela, in piazza Del Sole alle 22.30, si esibiranno I Kamafei. Il gruppo salentino di musica popolare porterà in scena “Traditional Version”, un omaggio alla tradizione popolare mantenendo un profondo equilibrio musicale tra tradizione e innovazione. Un viaggio sonoro che ha l’intento di trascinare il pubblico, coinvolgendolo con allegria e divertimento, valorizzando però il sound della tradizione di questa terra. Nello spettacolo dei Kamafei, si incontrano le travolgenti sonorità tradizionali salentine con la passione per la Spagna e per le altre culture e sonorità del Mediterraneo.

 

Le altre tappe

Alessano, Lecce, Torrepaduli, Carpignano Salentino, Galatina, Castrignano de Greci, Soleto, Martignano, Sternatia, Cutrofiano, Martano. Concertone finale a Melpignano il 25 agosto.

http://www.ballareviaggiando.it/eventi/2454-notte-della-tarantala-grande-festa-popolare-sulle-note-della-pizzica.html

 

 
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