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SHINE PINK FLOYD MOON....L'OPERA ROCK

Dopo l’anteprima assoluta del  5 giugno al Teatro Pergolesi di Jesi, e la  prima mondiale al Ravenna Festival l’8 giugno SHINE PINK FLOYD MOON Viaggio nel mondo della luna, con Micha van Hoecke e i Pink Floyd Legend e la Compagnia di danza di Daniele Cipriani si avvia verso il tour estivo.   “I Pink Floyd? Una musica che ha un’anima….” È questo che ha ispirato il celebre coreografo/regista russo-belga Micha van Hoecke a creare quella che lui definisce “un’opera rock”, SHINE Pink Floyd Moon, sulle indimenticabili canzoni della leggendaria band inglese. È la musica dei suoi anni giovanili, canzoni senza tempo, ponte tra rock e musica classica. “Musiche che, nell’immaginario collettivo, sono legate alla giovinezza interiore di tutti noi.” Punto di partenza nella creazione di SHINE Pink Floyd Moon è il celeberrimo brano Shine on You Crazy Diamond in cui i quattro Pink Floyd – al secolo Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e David Gilmour – rendevano omaggio al loro compagno Syd Barrett che si era perso nelle regioni sconosciute della “luna”, intesa come malattia mentale. In SHINE Pink Floyd Moon, Syd è interpretato da Denys Ganio, già étoile del Balletto di Marsiglia ed interprete dal famoso Pink Floyd Ballet di Roland Petit, balletto cult che debuttò nel 1973, in piena epoca pop, con la band inglese che suonavano dal vivo. C’è quindi un filo sottile che lega il passato al presente. Non a caso, Syd/Ganio avrà un alter ego giovane e guizzante. Accompagnato dal sound psichedelico, ipnotico, in qualche maniera astrale e dalle liriche ammalianti dei Pink Floyd, questa volta interpretati dal vivo dell’acclamata band italiana Pink Floyd Legend, e danzato dai solisti e corpo di ballo Compagnia Daniele Cipriani, SHINE è dunque un viaggio nel mondo della luna: non solo (o forse non più) luogo di follia e senno smarrito, bensì simbolo della poesia, della fantasia, della vita stessa. Un sapiente gioco di luci, laser e videoproiezioni trasformano lo spazio scenico di SHINE Pink Floyd Moon in una surreale luna abitata da personaggi come come il “doppio” di Syd (il ballerino Mattia Tortora), una specie di Pierrot Lunaire, l’essere crepuscolare che catturò la fantasia di Arnold Schönberg. Visioni oniriche che s’incrociano per creare mondi siderali, eppure molto vicini… perché dentro di noi. “È la mia autobiografia che racconta anche la vita di ogni uomo”, ci spiega ancora Micha van Hoecke, regista oltreché coreografo di SHINE Pink Floyd Moon. “La storia delle nostre vite che procedono a cicli, con un movimento circolare come quello della musica e della danza delle stelle, della rotazione della luna: un moto scandito da un continuo processo di nascita-morte-rinascita.” E aggiunge: “La vita non è altro che la stoffa dei sogni di cui scriveva Shakespeare, una stoffa che viene continuamente ordita, tramata, disfatta e ritessuta. SHINE è un lavoro intriso di speranza, in cui la fantasia diventa l’arma per combattere il materialismo che imperversa, il potere e le brame che incombono oggi.” SHINE Pink Floyd Moon, con un cast complessivo di una trentina di componenti, è prodotto da Daniele Cipriani Entertainment e Menti Associate di Gilda Petronelli, in coproduzione con Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi. Il tour estivo proseguirà: il 24 luglio all’ “Universo” di Assisi, il 27 luglio al Teatro Antico di Taormina, il 2 agosto all’Armonie d’Arte Festival Parco Archeologico Nazionale Scolacium Borgia (CZ), il 5 settembre al Teatro Romano di Verona, il 7 settembre all’Arena Sferisterio di Macerata per proseguire, a partire da novembre, con la stagione 2019/2020 nei maggiori teatri italiani (tra cui il Teatro Olimpico, Roma 3-8 marzo 2020, per le “Giornate della Danza” dell’Accademia Filarmonica Romana). www.danielecipriani.it

DAISY CIOTTI PORTA IN VETTA A LAS VEGAS IL BURLESQUE ITALIANO

Si chiama Daisy Ciotti in arte Holly’s Good e ha vinto al “Best Debut” all’Hall Of Fame di Las Vegas , portando a casa il titolo “Most Classic 2019”. Un risultato storico per il Burlesque italiano che slitta in vetta alle classifiche mondiali grazie alla grazia, la classe e lo stile di Daisy Ciotti . Ha incantato la giuria la giovane artista romana 28 anni, originaria dei Castelli Romani che, già ballerina professionista ha raggiunto in brevissimo tempo risultati eccellenti distinguendosi negli ambienti nazionali e internazionali. Premi e riconoscimenti, come il Caput Mundi International Burlesque Award in aggiunta al titolo conquistato la notte del 9 giugno al Bohf 19 fanno di Daisy la regina italiana del Burlesque. “E’ difficile spiegare a parole– racconta Daisy – l’emozione che sto vivendo in questo momento. Il Burlesque è espressione, passione, amore, arte Per me oggi rappresentare l’Italia a Las Vegas è un sogno che si avvera”. Nato in Inghilterra nel XVIII secolo come spettacolo satirico, il Burlesque acquisì durante l'Ottocento caratteristiche più comiche e parodistiche. Importato poi negli Stati Uniti dove fu molto apprezzato, lo spettacolo fatto di caricature, canzoni, danze e ballerine perse con il tempo il suo elemento caricaturale divenendo sempre più simile al varietà. Da Las Vegas in Oklahoma, l’artista romana, unica rappresentante italiana ed europea della sua categoria, tornerà di nuovo sul palco del Burlesque Festival, atteso dal 20 al 22 giugno.

LA LEGGENDA DELLA DANZA, IL FILM NUREYEV NELLE SALE ITALIANE. DAL 27 GIUGNO

  NUREYEV The White Crow, il film dedicato alla leggenda della danza mondiale, diretto e interpretato da Ralph Fiennes, sarà nelle sale da giovedì 27 giugno. Il film, tratto dalla biografia Rudolf Nureyev: The Life scritta da Julie Kavanagh, racconta la vita del leggendario ballerino Rudolf Nureyev, dall'infanzia nella gelida città sovietica di Ufa, fino agli anni trascorsi a Leningrado nella scuola di danza. Orgoglioso e ribelle, ‘Rudy’, a soli 22 anni, entra a far a parte della rinomata Kirov Ballet Company, con la quale va a Parigi nel 1961, per la sua prima tournée al di fuori dell’Unione Sovietica. Gli ufficiali del KGB, però, lo marcano stretto, diffidando enormemente del suo comportamento anticonformista e della sua amicizia con la giovane parigina Clara Saint. Per questo motivo al ballerino viene comunicato che non potrà andare a Londra con la compagnia e dovrà essere immediatamente rimpatriato per esibirsi al Cremlino. All’improvviso Nureyev comprende che sta pagando caro il prezzo della sua libertà e decide di chiedere asilo politico alla Francia. Nureyev è interpretato dal giovane Oleg Ivenko, mentre Ralph Fiennes, oltre a dirigere il suo terzo film, si ritaglia il ruolo di Alexander Pushkin, famoso insegnante di danza. Dopo esser stato apprezzato al Torino Film Festival e al London Film Festival il film arriverà nelle sale italiane dal 27 giugno con Eagle Pictures. IL TRAILER ITALIANO Link: https://www.youtube.com/watch?v=BzF9UwMWPzA  

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NDT, LE SCINTILLE DEL FESTIVAL ITINERANTE

 

In corso  il Festival itinerante de La Notte della Taranta che culminerà nel Concertone di Melpignano del 25 agosto. Un programma musicale ricco , portatore di tradizioni  e sperimentazioni e che coniuga il valore del territorio,dei suoi protragonisti , del cibo e della natura. 100 ore di live show, 360 musicisti coinvolti, 40 concerti di pizzica e musica popolare dal mondo,  3 mostre in anteprima nazionale, 19 notti da vivere dal 2 al 23 agosto nei centri storici del Salento nella più grande e diffusa Festa Popolare d’Europa.

 

 

Questo grande evento esiste perché è nato qui ed è figlio dell’humus di questa terra, di quello che in questa terra è accaduto negli ultimi cinquant’anni. Questo festival ha ventuno anni, non è figlio delle mode, è qualcosa che ha radici profonde e ben salde, qui è accaduto di tutto. Qui all’inizio degli anni Sessanta, a Calimera, c’è stato un sindaco poeta che ha scritto un libro in grico, il sindaco Aprile. Sono nati e hanno lavorato tantissimi ricercatori, artisti, operatori culturali. In questo humus è nata La Notte della Taranta e in questo humus lavora e vegeta la fondazione La Notte della Taranta”. Con queste parole di Massimo Manera, presidente della fondazione La Notte della Taranta, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Festival a Corigliano d’Otranto ( 3- 23 agosto) , che   culminerà nella Notte a Melpignano, concertone, il 25 agosto prossimo.Tra gli ospiti presenti, nella suggestiva terrazza del castello De’ Monti di Corigliano d’Otranto, il maestro concertatore di questa ventunesima edizione de La Notte della Taranta Andrea Mirò :“Sono molto orgogliosa di far parte della cordata dei maestri concertatori che si sono alternati qui perché è un grande momento di crescita e non è retorico. E’ una crescita musicale, sui contenuti culturali, umana. Ringrazio la fondazione per avermi messo in condizione di crescere, di buttare il cuore oltre l’ostacolo, mettermi alla prova è quello in cui credo”.

A dare il via al festival sono stati i ballerini del corpo di ballo de La Notte della Taranta con due appuntamenti, un laboratorio di pizzica alle 19 nel castello e una esibizione sulla terrazza del castello, con le coreografie di Massimiliano Volpini “Sto tentando di mescolare due mondi apparentemente lontani, quello della danza accademica e quello della danza popolare, in che modo lo stiamo scoprendo, stanno venendo fuori delle cose molto interessanti. L’energia e la vitalità sono la chiave di tutto”.

Sempre sulla terrazza del castello si è esibito il Circolo Mandolinistico di San Vito dei Normanni, fondato nel 1934, e guidato dal 2015 dal giovane mandolinista Peppino Grassi. Il rinnovato spirito non rinuncia a preservare e valorizzare la tradizione e diffondere i diversi linguaggi di espressione del mandolino, «guardando al futuro con cuore antico». Come nelle botteghe di un tempo, il Circolo è oggi luogo d’incontro e discussione, agorà, crocevia di uomini e musica dove la trasmissione dei saperi si compie con approccio spontaneo.La tappa coriglianese è un appuntamento fisso, “ogni anno il festival parte qui da noi - ha detto il sindaco di Corigliano, Dina Manti - e oggi siamo qui con i nostri ragazzi dell’Orchestra Sparagnina che raccontano una storia di amicizia, di relazione e di legami che è ciò che noi vogliamo trasmettere a tutti”. L’Orchestra Sparagnina è diretta da Ambrogio Sparagna, già maestro concertatore de La Notte della Taranta, dal 2004 al 2006, che torna per dirigere l’Orchestra nata nel 2005 dalle esperienze didattiche dell’Istituto comprensivo del paese.

Mi sembra che sia una festa sempre molto partecipata, chiaramente è tutto diverso rispetto a quegli anni in cui cercavamo di trovare una strada, ma è molto importante che un festival continui ad elaborare progetti di ricerca- ha commentato il maestro Sparagna a latere della sua esibizione. Un’ora di musica di tradizione affidata alla sua orchestra che ha proposto un repertorio di canti tradizionali in grico salentino (antico dialetto greco e lingua di minoranza del territorio).

In piazza Vittoria si sono poi  esibiti I Mandatari, formazione nata nel 2013 per volontà di un gruppo di amici, con l’intento di riscoprire la bellezza della tradizione musicale della provincia di Taranto. Grazie al loro lavoro di ricerca e, attingendo anche dal patrimonio recuperato sul campo nelle stesse zone dallo storico ed etnografo Alfredo Majorano, tra gli anni ’30 e ’70, il gruppo può avvalersi di un vasto repertorio musicale che spazia dai contesti rituali (tarantismo), a quelli ludici (pizzica-pizzica, tarantelle, quadriglia, canti di lavoro, stornelli) e canti devozionali (canti di passione).

La chiusura della prima tappa del festival è stata affidata all’Antonio Amato Ensemble, “Il futuro del passato” è la frase che rappresenta al meglio la filosofia stilistica del gruppo che, in dieci anni di attività, è riuscito a sviluppare un sound originale, riconoscibile e alternativo rispetto al suono legato alla musica popolare salentina di tradizione. L’ultimo lavoro discografico “Speranze” crea infatti un punto d’incontro inedito tra due mondi apparentemente paralleli. Brani originali e brani classici della tradizione convivono coerentemente nella dimensione musicale del gruppo dove le esperienze eterogenee di ciascuno dei suoi componenti si incontrano attraverso il canto tipico della tradizione dialettale salentina di Antonio Amato. Strumenti acustici e sonorità della tradizione si intrecciano in simbiosi musicale con strumenti elettronici e sonorità moderne senza perdere di vista le ritmiche ipnotiche e ancestrali che rappresentano la colonna portante della pizzica.

In questi ventuno anni l’operazione che è stata fatta è stata quella di chiamare i migliori che era possibile chiamare e farli confrontare con la nostra cultura, questo non è un fatto da poco, ma è un fatto che ha fatto crescere davvero questo territorio. Questo è il valore aggiunto di questo festival- ha commentato Daniele Durante, direttore artistico de La Notte della Taranta. E’ spettato invece a Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano, ricordare la candidatura dell’ex convento degli Agostiniani di Melpignano ai Luoghi del Cuore del Fai. “La quinta scenica de La Notte della Taranta, l’ex convento degli Agostiniani, è stata candidata tra i Luoghi del Cuore del Fai, con un semplice click possiamo aggiungerlo tra i primi dieci sul sito del Fondo Ambiente Italia e contribuire a ristrutturare questo storico sito”

Una prima giornata intensa per un festival ricco di appuntamenti, tra musica, ballo, arte e tradizione. Tra i tanti quello ricordato da Luigi Chiriatti, direttore artistico del Festival de  La notte della Taranta, la mostra “I luoghi di Renata” di Paolo Laku a Nardò: “La Fonte era una consigliere comunale di Nardò che è stata ammazzata perché difendeva strenuamente la non urbanizzazione di Porto Selvaggio uno dei luoghi più belli del Salento, per questo è doveroso parlare di paesaggio e dedicare questa mostra a lei, ricordando che ci sono persone che perdono la vita per difendere i principi in cui credono “.

NARDO'

Grande il successo della seconda serata del Festival a Nardò, dove si è riversato il popolo dei pizzicati che ha ballato sulle note dell’orchestra popolare de La Notte della Taranta in via XXV Luglio. Sulle voci di Enza Pagliara, Antonio Amato e Giancarlo Paglialunga il popolo della pizzicati è esploso sulle note di “tamburu lu tamburieddhu”, con i danzatori Lucia Scarabino e Stefano Campagna (nella foto). Terzo appuntamento della serata, dopo l’inaugurazione della mostra “I luoghi di Renata” un viaggio fotografico curato da Palo Laku con la ricerca giornalistica di Gabriella Della Monaca, che esplora la natura e l’intima solitudine di Renata Fonte, l’assessore alla cultura e alla pubblica istruzione di Nardò uccisa dalla mafia il 31 marzo del 1984, che pagò con la vita la difesa estrema della sua terra. Contro la speculazione edilizia e la minaccia di cementificazione dell’incantevole baia, Renata Fonte oppose la cultura della bellezza e della salvaguardia dell’ambiente. La sequenza di immagini restituisce lo sguardo di Renata, attraverso la testimonianza delle figlie Sabrina e Viviana, sui luoghi che hanno determinato le scelte nella sua breve vita. La mostra sarà visitabile a Palazzo Personè sino a fine mese.

Per i concerti Altra Tela, in piazza Cesare Battisti, si sono esibiti i “Terra, pane e lavoro”, un progetto musicale curato da Rocco Nigro che si snoda come un racconto, un viaggio all’interno del mondo bracciantile e popolare del Salento che va da fine Ottocento fino al movimento di occupazione delle terre del 1949-1951. Uno spaccato di testi e musiche che riprende alcuni momenti storici salienti e si dipana tra inni di lotta, protesta e canti sociali, fino a trattare temi quali le grandi guerre e l’emigrazione. Tra i brani della lotta proletaria salentina: Lu primu Maggiu ispirato al testo in dialetto gallipolino scritto da Vincenzo Cataldi nel 1891, in cui s’invitava la popolazione a prendere parte alla festa del Primo Maggio. Protagoniste del progetto le voci di Rachele Andrioli, Antonio Castrignanò, Massimiliano De Marco, Dario Muci, Giancarlo Paglialunga e delle sorelle Gaballo.

SOGLIANO CAVOUR

A seguire appuntamento a Sogliano Cavour con l’Orchestra popolare del Saltarello, sedici musicisti abruzzesi affiancati da un corpo di ballo, che propongono un repertorio di brani popolari di saltarelle, spallate e ballarelle.  E poi sempre alla Villa Comunale, il gruppo salentino dei Fonarà, con il loro canto “ad alta voce” sulle note della musica tradizionali salentine.

 

UGENTO

Ugento ha fatto da cornice alla quarta tappa del Festival itinerante de La Notte della Taranta,con i concerti Altra Tela e le “Note di viaggio”, dello spettacolo di Pino Ingrosso, in via Marchesi di Ugento, alle 21.30.L’artista salentino ha ideato un viaggio teatrale musicale, un racconto leggero e brillante di un passato che ancora ci appartiene; un viaggio che scandisce modi, tradizioni, costumi e usanze del Salento rivissuti attraverso i ricordi d’infanzia, i racconti degli anziani, le sonorità tipiche, colori, suoni e profumi capaci di rievocare una civiltà ancestrale comune non solo al Sud d’Italia, ma a tutti i Sud del mondo. La musica che impreziosisce lo spettacolo, è un carosello di sonorità mediterranee, figlie di tutte le dominazioni che hanno caratterizzato il Salento nel corso dei secoli. La maggior parte dei brani dello spettacolo, sono composti da Pino Ingrosso con la peculiarità di essere stati scritti in dialetto salentino e in italiano, proprio per essere maggiormente fruibili anche da un pubblico non squisitamente locale. Con Pino Ingrosso si esibiranno Alessandro Caione (piano elettrico e tastiere) Silvio Cantoro (basso acustico) Maurizio Pellizzari (chitarra acustica) Nico Berardi (fiati) Alessandro Monteduro (percussioni) Davide Chiarelli (batteria e tamburi) Daniela Guercia (voce recitante, cori) Deborah De Blasi (cori).

A seguire per i concerti Ragnatela I Calanti, in piazza San Vincenzo alle 22.30. Il gruppo di Ugento, attivo da vent’anni , ha portato in tutta la Puglia, in Italia e all’estero il suono della tradizione di questa terra affascinante. La band ha all’attivo anche due videoclip, di cui l’ultimo del 2016, girato nel bellissimo centro storico di Ugento. Recentemente, I Calanti hanno partecipato al cortometraggio “El libro blanco" della regista francese Isabelle Montoya, girato a Buenos Aires nel 2013, con la “Pizzica di San Vito”.

Alle 23.30 in piazza San Vincenzo si è esibita l’Orchestra Popolare "La Notte della Taranta”, il simbolo della cultura popolare contemporanea del Salento. Ambasciatrice ufficiale della pizzica nel mondo e del ricco patrimonio musicale è chiamata a rappresentare la cultura italiana nei contesti internazionali più prestigiosi come, di recente, le Olimpiadi invernali di PyeonChang e il Charity Ball dell’OSCE. Il sound unico e inconfondibile, l’affascinante narrazione tra tradizione e modernità della pizzica tarantata attraverso il ritmo del tamburello, la compattezza di una compagine composta da musicisti, cantanti e danzatori della scena popolare, caratterizzano l’orchestra della ndt, la più acclamata e amata dal pubblico. Una qualità diventata il marchio della musica salentina con un repertorio capace di esaltare le radici, con un’identità del suono alla cui inconfondibile dolcezza dei canti d’amore e alla potente esecuzione delle pizziche, contribuisce non poco lo stile “Notte della Taranta”, un rito che si celebra ogni anno nel Concertone di Melpignano e che la band esporta nel mondo. Oggi composta da musicisti di pizzica e di musica popolare di tutta la Puglia, l’Orchestra è stata diretta da Daniele Sepe (1998), Piero Milesi (1999), Joe Zawinul (2000), Piero Milesi (2001), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003); Ambrogio Sparagna (2004-2006); Mauro Pagani (2007-2009), Ludovico Einaudi (2010-2011), Goran Bregović (2012), Giovanni Sollima (2013-2014), Phil Manzanera (2015), Carmen Consoli (2016), Raphael Gualazzi (2017).

ZOLLINO

11 agosto tappa a Zollino, con lo spettacolo curato da Bosio Teatromusica che vede tornare in scena il cast di “Mira la rondondella: musica, storie e storia dai Castelli romani”. È un racconto familiare, che nasce dall’intervista di Alessandro Portelli alla famiglia Menichetti. L’intervista è tratta dal volume “Ribelle e mai domata. Canti e racconti di antifascismo e resistenza che contiene dodici interviste ad altrettante donne, che ricordano la propria esperienza sotto il fascismo, durante il conflitto e la resistenza, e propone un ampio repertorio di canti partigiani e antifascisti dell’area centro-meridionale. Nello spettacolo il racconto di Iva Manieri, moglie di Mario Menichetti, e delle sue cinque figlie, ripercorre le vicende biografiche di Mario e della sua famiglia: l’attività antifascista clandestina di Mario, la brutale repressione fascista e la morte di alcuni compagni di lotta, la condanna al confino a Ustica, la gioia per la caduta del fascismo e il terrore dei bombardamenti, le privazioni, la fame, le difficili e precarie condizioni abitative che segnarono la vita quotidiana della numerosa famiglia. Le vicende dei Menichetti si intrecciano con quelle complessive dell’Italia e di Roma, nei difficili anni del fascismo, del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra. Vengono poi presentati stornelli, canti rituali più noti, canzoni narrative e serenate d’amore, che pescano da un ampio repertorio popolare. Matilde D’Accardi e Gabriele Paupini, (voci narranti e canto) Sara Modigliani (voce narrante e canto) Roberta Bartoletti (organetto) Massimo Lella (chitarra) Gabriele Modigliani (chitarra).

Spetterà invece al gruppo salentino degli Alla Bua, animare il concerto Ragnatela, alle 22.30 alla villa comunale. Gli Alla Bua nascono dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Si formano inizialmente tra le ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, nelle notti itineranti del canto pasquale di Santu Lazzaru, nelle tipiche feste delle curti fatte di vino, voci spiegate e incessabili tamburelli. Tra questi suoni si sono uniti i sei componenti del gruppo, provenienti da vari paesi del Salento (Casarano, Torrepaduli, Collepasso, Cavallino fino alla grica Sternatia), con la comune coscienza di sentire propria l’eredità della musica popolare, appresa direttamente nelle proprie case e con la grande passione di suonarla, tramandarla e divulgarla. Alla Bua era una locuzione utilizzata dagli anziani del Sud Salento (nelle osterie di Alliste e dintorni) per accompagnare i canti di lavoro o d’amore. Alla Bua starebbe dunque per altra via, altra cura, altra malattia, medicina alternativa. Durante tutta la serata sarà possibile gustare la Sceblasti per la sezione Il Cibo della Taranta, in piazza Sandro Pertini.La Sceblasti (in grico ‘senza forma’) caratteristico pane condito, è un prodotto agroalimentare tradizionale, inserito dal 2006 nell’apposito elenco del Ministero delle Politiche Agricole. Nel laboratorio curato dalla Cooperativa Comunità Zollino saranno illustrati origini e storia del prodotto e gli ingredienti che lo compongono. La dimostrazione pratica della preparazione consentirà ai presenti di gustare la sceblasti che sarà cotta nel tradizionale forno a legna.

CALIMERA

Il  12 agosto il Festival itinerante de La Notte della Taranta fa tappa a Calimera con la visita guidata alla chiesa di San Rocco, a cura del Museo della Civiltà contadina. La visita che rientra nella sezione Il Borgo Racconta, partirà alle 19.30 da piazza Immacolata, per raggiungere la chiesa, un piccolo tempio cristiano situato nei pressi dell’antico bosco dove si trova la sacra roccia di san Vito, una pietra con al centro un foro di circa 30 cm, a cui sono legate credenze magico-religiose tramandate sino ai nostri giorni. In particolare nel giorno del lunedì dell’Angelo il rituale prevede di passare attraverso il foro posto al centro della pietra, per ottenere benefici spirituali o la propiziazione alla fertilità per le donne.(Per Iscrizioni e informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Musica dalla Georgia con il Trio Mandili che apre una finestra sui suoni caucasici. Sul palco dei concerti Altra Tela, in largo Immacolata alle 21.30, salirà la formazione georgiana del Trio Mandili. Dopo il successo del primo video postato su internet nel quale interpretava una canzone dalla melodia tradizionale georgiana, visualizzato da milioni di utenti, il Trio Mandili, la cui popolarità cresce ogni giorno, trasmette al pubblico voci e suoni degli strumenti popolari, come il panduri, per un viaggio nel Khevsureti, provincia nei territori montani del Grande Caucaso. Il nome del gruppo deriva dal Mandili, copricapo femminile a forma di sciarpa. Tradizionalmente, le donne gettavano a terra un fazzoletto o il copricapo quando volevano riconciliare gli uomini in conflitto. Compongono il trio: Mari Qurasbediani, Tatia Mgeladze e Tako Tsiklauri. Per i concerti Ragnatela, in piazza Del Sole alle 22.30, si esibiranno I Kamafei. Il gruppo salentino di musica popolare porterà in scena “Traditional Version”, un omaggio alla tradizione popolare mantenendo un profondo equilibrio musicale tra tradizione e innovazione. Un viaggio sonoro che ha l’intento di trascinare il pubblico, coinvolgendolo con allegria e divertimento, valorizzando però il sound della tradizione di questa terra. Nello spettacolo dei Kamafei, si incontrano le travolgenti sonorità tradizionali salentine con la passione per la Spagna e per le altre culture e sonorità del Mediterraneo.

 

Le altre tappe

Alessano, Lecce, Torrepaduli, Carpignano Salentino, Galatina, Castrignano de Greci, Soleto, Martignano, Sternatia, Cutrofiano, Martano. Concertone finale a Melpignano il 25 agosto.

http://www.ballareviaggiando.it/eventi/2454-notte-della-tarantala-grande-festa-popolare-sulle-note-della-pizzica.html

 

 
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