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TEATRO E TANGO... A PORTE CHIUSE, ROMA, COMETA OFF

La Compagnia InControVerso, nata da una fusione tra cultura teatrale italiana ed armena, porta sul palco del Cometa Off  di Roma fino  al 18 novembre 2018, lo spettacolo A PORTE CHIUSE - quando il teatro respira a ritmo di tango... dal testo di Jean Paul Sartre, un dramma - coreografia, nuovo genere di prosa e danza, che farà rivivere sul palco l'inferno attraverso il tango. Protagonisti Sargis Galstyan, che è anche autore delle coreografie, Marine Galstyan, che firma anche la regia, Eleonora Scopelliti, Lorenzo Girolami, Vittoria Rossi, Federica Biondo, Lorenzo Zaffagnini. Due donne e un uomo, Ines, Estelle e Garcin vengono spediti all’inferno: una stanza con una sola porta, chiusa, e all’interno tre sedie. Qui i personaggi s'incontrano e scontrano per la prima volta. Hanno storie diverse ma in comune la ragione per cui sono lì a condividere quel vuoto. Immaginavano l'inferno come un luogo di torture fisiche e in assenza di queste si credono per un attimo salvi. Ma la sofferenza non si fa attendere e presto si accorgono di quanto sia feroce l’espiazione. Inizia una lenta e crudele presa di coscienza della propria colpa e il dramma personale di ciascuno viene allo scoperto. Ecco il vero inferno! E' tutto nella loro mente, è un dolore eterno che si consuma nella loro psiche. Una rappresentazione del tutto originale che si fonde con il tango, sulle musiche di Astor Piazzolla, René Aubry, Gothan Project e Mariano Mores e restituisce all'opera dinamiche e ritmi accattivanti. Un canale espressivo più diretto per trasmettere l’angoscia e la disperazione dei personaggi, specie quando il dolore li rende muti. In assenza di parole il corpo si ribella e libera il suo linguaggio. Nasce una nuova ricerca teatrale che unisce diverse arti e le sintetizza in un unico stile espressivo. La regia ha integrato il testo con numerose scene di danza, in cui il tango, nell’interpretazione più personale che tecnica  della regista, assume un ruolo dominante sia nella scelta della musica, sia nella qualità dei movimenti. La danza restituisce all’opera una dinamica, un ritmo ed un fascino accattivanti. Da questo esperimento nasce una nuova ricerca teatrale che unisce discipline diverse e le sintetizza in un nuovo stile espressivo: non si tratta né di sola prosa, né di un musical, né di uno spettacolo di danza.

CAGLIARI, LO SCHIACCIANOCI DI AMODIO/ LUZZATI.DANZA, COLORE E FANTASIA

A trent’anni dalla sua creazione, Lo Schiaccianoci di Amedeo Amodio, sulle familiari note di Piotr Ilych Ciaikovsky e con le fantasmagoriche scene e costumi di Emanuele Luzzati, si vedrà in Italia anche nella stagione in corso. Il debutto, con i russi Liudmila Konovalova (Balletto dell’Opera di Vienna) e Alexei Popov (Balletto dell’Opera di Monaco di Baviera),  è previsto per il 16 novembre al Teatro Lirico di Cagliari, con repliche fino al 24 novembre. Le due étoile internazionali rappresentano le due grandi scuole di balletto russe (la Konovalova si è diplomata presso la Scuola del Bolshoi di Mosca, mentre Popov ha studiato all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo, entrando poi nella compagnia del Mariinsky). A loro si alternerà, in altri cast, una coppia di stelle del balletto molto amata in Italia: Anbeta ToromaniAlessandro Macario.   A contornarli, nei variopinti ruoli di maghi prestigiatori, balocchi, topastri, soldatini, arlecchini, clown, teiere e tazze danzanti, papageni mozartiani, bimbi pestiferi e nonni-poltrona, i ballerini della Daniele Cipriani Entertainment. L’Orchestra del Teatro Lirico e il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari sono diretti da Alessandro Ferrari. Il maestro del Coro di voci bianche è Enrico Di Maira. “È senza dubbio Lo Schiaccianoci più bello della storia del balletto- afferma Daniele Cipriani. “Alcuni anni fa, vidi le scene e i costumi meravigliosi, nati dai colori della tavolozza e dall’arcobaleno della fantasia di Emanuele Luzzati, che languivano in fondo a un magazzino; ho preso il coraggio a due mani, li ho acquistati e così hanno potuto ritornare a splendere. Andare a vedere Lo Schiaccianoci di Amodio/Luzzati è come andare a vedere un’opera d’arte vivente, anzi danzante.” Si tratta di una produzione su grande scala, paragonabile per dimensioni e qualità solo a quelle dei più importanti teatri lirici: in scena quasi 40 artisti (37 ballerini, 2 artisti del teatro d’ombre e un trampoliere); dietro le quinte una quindicina di persone, tra maîtres, staff tecnico, sarte ecc. Uno spiegamento di talenti che anche quest’anno fa de Lo Schiaccianoci di Amodio/Luzzati uno degli eventi principali della stagione. Il successo conseguito  finora (oltre 50.000 gli spettatori in tutta Italia che hanno finora visto il balletto) gli è valso il premio “Oscar della Danza  - Best Italian Dance Box Office 2016/2017 .Mentre la maggior parte degli Schiaccianoci “tradizionali” – a partire dalla prima versione del coreografo Marius Petipa (San Pietroburgo, 1892)  –  si rifanno all’adattamento e addolcimento del racconto da parte dello scrittore Alexandre Dumas, il balletto di Amodio s’ispira alla novella originale  Schiaccianoci e il Re dei topi di E.T.A. Hoffmann, riscoprendo le tinte forti dello scrittore tedesco e sottolineando il confine labile tra immaginazione e realtà. In questo Schiaccianoci, creato da Amodio nel 1989 per i grandi Elisabetta Terabust e Vladimir Derevianko negli anni d’oro dell’ATER Balletto (e in cui il coreografo era al timone della compagnia), lo Schiaccianoci del titolo non è il prodotto di un sortilegio, bensì della fantasia di una bambina in cui uno schiaccianoci  può benissimo essere un principe, un’ombra sulla parete può diventare un drago in quel mondo dove desiderio e paura, sogno e incubo si sovrappongono in continuazione. “Ogni bambino ha dentro di sé qualcosa di unico, un potenziale creativo incredibile. Il mio Schiaccianoci ha questa componente- le parole di  Amedeo Amodio. Lo Schiaccianoci di Amodio/Luzzati si rivolge a grandi e piccini e s’inserisce nell’ambito dell’impegno personale di Daniele Cipriani a recuperare il repertorio italiano del balletto della seconda metà del ‘900. Questa produzione è una delle sue colonne portanti, esempio delle vette artistiche toccate quando alla robustezza del pensiero tedesco e all’anima russa che impregna la partitura, si uniscono anche l’estro e la fantasia italiani: la coreografia di Amodio, le scene e costumi di Luzzati, le “ombre” ideate dal Teatro Gioco Vita (e qui realizzate della Compagnia teatrale L’Asina sull’Isola), gli inserimenti musicali di Giuseppe Calì e della voce di Gabriella Bartolomei volti a dar risalto all’odore sulfureo che si alza dalle pagine di Hoffmann e, ogni tanto, s’insinua anche tra le note di Ciaikovsky. “In un’Italia dove i corpi di ballo chiudono tristemente i battenti uno dopo l’altro- sottolinea Daniele Cipriani-, la Compagnia Daniele Cipriani Entertainment sente profondamente la sua missione a dare uno spazio ai talenti italiani di esprimersi e crescere artisticamente.” Daniele Cipriani Entertainment è  riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali come organismo di produzione per la danza Foto Massimo Danza trailer https://www.youtube.com/watch?v=_YAYvPszFQk     LO SCHIACCIANOCI Balletto in due atti di Amedeo Amodio dal racconto di E.T.A. HOFFMANN "Schiaccianoci e il Re dei Topi" musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij coreografia e regia Amedeo Amodio direttore Alessandro Ferrari scene e costumi Emanuele Luzzati ideazione ombre Teatro Gioco Vita realizzazione ombre L’Asina sull’Isola voce Gabriella Bartolomei assistente alla coreografia  Stefania Di Cosmo luci Marco Policastro produzione Daniele Cipriani Entertainment solisti e corpo di ballo Daniele Cipriani Entertainment

DANZAINFIERA 2019...UNA GRANDE STORIA

  “Dietro ogni passo c'è una grande storia”. Questo il claim di Danzainfiera 2019, in programma dal 21 al 24 febbraio 2019 alla Fortezza da Basso di Firenze, che porta il vento della danza nel capoluogo toscano, tutte le sue sfaccettature , generi e stili, e tante storie. Il più grande appuntamento internazionale con la danza - che da tredici anni propone centinaia di lezioni e audizioni, un'area espositiva con i grandi marchi e un palinsesto di spettacoli, competizioni e incontri con le più importanti stelle della danza – torna con una nuova campagna che mette al centro le #storiedidanza. E sceglie il mezzo dei video per raccontare le vite di chi ama la danza a 360°. Da Nord a Sud d'Italia, ballerini di ogni stile e addetti ai lavori, protagonisti del palcoscenico e del backstage, sono stati filmati, fotografati e intervistati. Se siete curiosi di conoscere tutte le storie, seguite Danzainfiera sul sito e sui social. La danza come terapia Tanti saranno i temi che percorreranno la manifestazione. Tra questi, uno in particolare che farà da filo conduttore: quello della danza come terapia, come strumento che dona forza e coraggio anche a chi è affetto dalla malattia. Danzainfiera da sempre si è dimostrata sensibile a questa tematica e, in questa edizione, ha deciso di darle ancora più spazio raccontando le storie di chi, grazie alla danza, riesce a vivere meglio il proprio disturbo fisico. Come quella di Chiara Pedroni, giovane cremonese disabile affetta da endometriosi, diventata campionessa di danza sportiva su sedia a rotelle o quella di Simone Sistarelli, ideatore del progetto Popping for Parkinson's che, insegnando il popping agli allievi affetti da questa patologia, li aiuta a trasformare un sintomo negativo come il tremore in un linguaggio espressivo e artistico. Ed è proprio per aprire la competizione anche a chi possiede una disabilità che, quest'anno, per la prima volta, la XV edizione del Concorso Internazionale Expression, uno dei più autorevoli nel panorama europeo per numero di partecipanti, qualità e giuria, organizzato da IDA-International Dance Association, dedicherà un intero palco ai diversamente abili e valorizzerà questa sezione con un giurato speciale particolarmente vicino a questa categoria. L'edizione 2019 abbraccia i teatri fiorentini Quella del 2019 sarà un'edizione speciale che abbraccerà la città di Firenze. Un evento nell'evento, con un cartellone ancora più ricco all’interno del polo fieristico, punto nevralgico della manifestazione, e una programmazione fuori dalla Fortezza, #FuoriDif, dove, nel lungo weekend di Danzainfiera, i teatri fiorentini avranno una programmazione a tema danza.   Per essere sempre aggiornati sul programma DIF2019: facebook.com/danzainfiera Danzainfiera 2019:21/24 febbraio 2019, Firenze - Fortezza da Basso | Info: 0574 575618 -www.danzainfiera.it

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I mondi colorati dello spettacolo "Ballare Viaggiando: da Oriente a Occidente"

Un insieme di mondi colorati e  di ritmi, il femminile sotto  più cieli in un lungo viaggio con musica dal vivo  che ha toccato India, Argentina  e il nostro sud. Filo rosso il battito a terra: dal piede della danzatrice kathak allo zapateo dei gaucios sino al passo della tamurriata e della tarantella....Questa l'anima dello spettacolo  "Ballare Viaggiando:  da Oriente a Occidente”, andato in scena a Danzainfiera 2016, Firenze,  in collaborazione con la nostra testata e con l'associazione Il Flauto Magico di Francesca Trenta, docente Ials, danzatrice e coreografa, che ha curato il progetto artistico. Una esperienza viva dove alcuni artisti, dal background diverso,  hanno mostrato la loro voglia di sperimentare e di incontrarsi uniti dalla danza. Protagonisti Rosella Fanelli, con la sua danza Kathak;  Milva Morelli con   Mirko Bonelli   e Antonio Castiglia, con il tango e la chacarera, e  Francesca Trenta e il suo Ensamble di danzatori   "I Passi della Tradizione"

di Ester Ippolito

 

 

 

"Uscii sul mio carro  ai primi albori del giorno , e ...proseguii il mio viaggio attraverso  i deserti del mondo. Lasciai la mia traccia  su molte stelle e pianeti...a lungo durerà il mio viaggio ..lunga è la via da percorrere, il viandante deve bussare a molte porte straniere...”

 

“Ballare Viaggiando...da Oriente a Occidente”. Un  lungo viaggio  tra atmosfere diverse e diversi ritmi, poesia  e sentimento, momenti devozionali al femminile,  incontro fatale tra uomo e donna, corteggiamento dolce e romantico, gioco ritmico delle coppie dove vincenti sono  l’energia e la passione.  Il femminile  sotto vari cieli.  Questo è stato, ma anche  molto di più, lo spettacolo teatrale  “ Ballare Viaggiando:  da Oriente a Occidente”, svoltosi a Dif 2016, a Firenze (26 febbraio), con il supporto della professionale presentazione di Stefano Baragli, realizzato  in collaborazione con la nostra testata ballareviaggiando.it e con l'associazione Il Flauto Magico di Francesca Trenta, docente IALS,  danzatrice e coreografa,  che ha curato il progetto artistico, ha reso possibile il colloquio tra i vari artisti, ha  cucito e plasmato  la performance che  ha offerto  più quadri, più atmosfere, letture,  passaggi armonici da un paese all’altro e  da uno stile all’altro sottolineando  il fatto   “che anche provenendo   da terre distanti, la danza rende simili tanto da poter entrare ed uscire dalla stessa porta e continuare l'una il viaggio dell'altra”.

“Il mezzo su cui hanno viaggiato melodie e canti nelle varie lingue, abiti e colori che identificano paesi diversi ed apparentemente lontani- spiega Francesca Trenta- è stato  il battito a terra: dal piede della danzatrice kathak allo zapateo dei gauchos sino al passo della tammurriata e della tarantella in cui i colpi a terra, come quelli sulla tammorra, sono " semplici" esattamente come il cuore dà il ritmo alla vita”.

Dall'India all'Argentina ...

Il  viaggio di  Ballare Viaggiando  nasce dalla lontana India, con i suoni  e la poesia della danza Kathak di Rosella Fanelli e del suo gruppo Kathak Italia  (Shirly Cossettini e Sana Afandiyeva ) con  l'opera “Racconti del corpo e dell'anima”, tra preghiere devozionali, letture, calpestii e  tintinnii, movenze eleganti, mostrando come il  danzatore Kathak  sia  in continua ricerca di un equilibrio tra la potenza, il vigore del Maschile (Shiva) l’eccellenza del movimento armonico Femminile (Shakti) e il sentimento emotivo del Cuore...

Ma il viaggio prosegue   e si  deve bussare ad altre porte, ed ecco che si sbarca in Argentina, terra di immigrazione, un ponte verso il Mediterraneo, illuminato  dal Tango Orientale di Milva Morelli   e Romina Ciafrei, dove  la  tradizione ritmica dell'Oriente  e la malinconia del suono del bandoneon si fondono e dialogano raccontando sinuosità ed eleganza.

 

Basta poco ....e si insinuano  le note del tango  Canyengue, fra i progenitori del tango,   malfamato, popolaresco:   protagonista  una donna  che, trascinata dall’uomo, danza con atteggiamento grottesco e provocatorio... come è stato  rappresentato dalla coppia Milva Morelli e Mirko Bonelli.

 

Cambio di coppie  e arriva il tango nuevo, intenso e passionale, accompagnato dal suono vibrante della fisarmonica, e portato in scena da Antonio Castiglia, associazione Zappa di Prato, e Anna Candeliere... e si accende l'atmosfera della milonga che segna l’incontro uomo donna, e dell'abrazo.

 

Dalla Chacarera alle danze del nostro sud

Sempre in terra argentina, è  la  Chacarera, danza popolare argentina fra le più note, ad aprire  la porta  verso l ' occidente sempre  grazie a  Milva & Mirko tra giri, avvicinamenti delle coppie e allontanamenti. “Un uomo e una donna si incontrano con gioia e divertimento. L'uomo è forte nello zapateo, la donna elegante nello zarandeo”. Il gioco si fa malizioso e traspare  l'intesa  fra i danzatori che si muovono a braccia protese l'uno verso l'altro senza toccarsi, come  in alcuni stili di danza tradizionale del meridione italiano, ultima tappa del viaggio....alla ricerca del battito del Sud del mondo.

Dal Lazio alla Calabria, passando per la Campania, Basilicata e Puglia, tra  canti e stornelli, balllarella, tammurriata ,tarantella  e pizzica,  danze  riproposte sul palco così come la tradizione  ce le ha consegnate in  armonia con la  musica dal vivo di MeRitmiRì Meridione Ritmi e Riti con Gian Franco Santucci  (tammorra e voce), Fabio Menditto  (mandolino bouzouki), Doriano Prati  (fisarmonica), Giorgio Pinai (zampogna),Simone Del Vecchio (darbouka), e  l’energia e l’allegria del gruppo di danzatori di Francesca Trenta “I passi della Tradizione"  (Martina Fiorucci, Lavinia Ottolini,   Sivia D'Afflisio, Silvia Cesaroni, Francesca Cugini, Cristina Iannuzzi, Alessia Mattacchioni, Anna Candeliere, Rita Ricciardi, Elisabetta Corato, Simona Danieli , Stefano Campagna, Carlo Pisanò, Gabriele Di Vita, Marco Schifani). Un repertorio vasto dei ritmi del nostro sud, tra danze in coppia e rota, viddhanedda, ballarella,  pizzica di San Vito al maschile, tarantella Cilentana,  tamurriata ... E  in uno degli ultimi quadri, al ritmo della tamorra,  tutti i danzatori  si incontrano e si mescolano sul palco, ognuno seguendo la propria danza  contemplando l’altro, in un crescendo di energia e di coinvolgimento di tutto il pubblico.

“Battere a terra il piede è come scavare la radice per un albero forte che può dare solo frutti meravigliosi”

Un insieme di mondi che  Francesca Trenta ha saputo offrire al pubblico  in modo così  colorato e significativo al tempo stesso.   "Nel ringraziare Ballare Viaggiando e  Dif che hanno voluto rinnovare la collaborazione per l'evento speciale 'Ballare Viaggiando: dall'oriente all'occidente' - ci dice-  vorrei soffernarmi  sulle  motivazioni che mi hanno spinta anche quest'anno ad essere presente a DIF. La danza tradizionale italiana è spesso vista come folklore, ma  proprio perchè parla della cultura italiana deve avere un posto in prima linea vicino alle danze che parlano della cultura dei popoli stranieri, a di là dell'aspetto estetico (costume), coreografia o stemma del gruppo folk. A DIF, come in molti altri eventi promozionali della danza, sono presenti concorsi, stage, spettacoli sulle danze orientali, su quelle spagnole, sulla salsa.. danze latino americane, sul tango..ma come sempre la tarantella resta ' una tarantella'...qualcosa che non ha spazio culturale e che,  poichè è nostra, come tante cose nostre non viene valorizzata. Non voglio trasformarla in una danza ..in un balletto..o in una coreografia, ma vorrei che anche il danzatore più colto ed esperto si rendesse conto che esiste un modo in cui il corpo può esprimersi, che riconnette direttamente all'inizio della nostra vita... e questo modo è la danza tradizionale. Battere a terra il piede è come scavare la radice per un albero forte che può dare solo frutti meravigliosi. In questa prospettiva ho svolto i laboratori per i bambini e per gli adulti all’interno della fiera,  ed accettato la grande fatica nel pensare uno spettacolo come  questo".

"Credo - e conclude - che i nostri figli abbiano bisogno di punti di riferimento importanti, e che fra questi uno importante sia "la partenza": sapere da dove veniamo..la danza, il dialetto, i colori degli abiti, le movenze delle mani, gli strumenti semplici di pelle, canna, legno, ..tutto ricorda da dove veniamo, e se osserviamo bene siamo tutti uguali in questa partenza...non possiamo ignorarlo. L’arrivo è la società di oggi, multietnica, in cui vivremo meglio, anche rispettandoci nella diversità se entriamo in contatto con le nostre radici."

Verso uno spettacolo “ transculturale “

"Ballare Viaggiando: da Oriente  a Occidente" può anche essere un primo passo per un percorso di danza e di studio ancora più complesso e vasto. “Uno spettacolo  che ha del potenziale soprattutto per l’energia che smuove- sono le parole dell'artista  Rosella Fanelli, che prosegue: “Il contesto della fiera Dif  mi è sembrata una grande opportunità  per riunire degli artisti con la voglia di sperimentare. Certo, il tempo  impegnato nella realizzazione dello show è stato troppo poco  per raggiungere il cosiddetto “ rasa”, vale a dire il succo estetico dell’estasi che si ottiene facendo e/o gustando un’opera d’arte ....rimane quindi il desiderio di   conoscerci meglio.  A me piacerebbe fare dei laboratori con Francesca e sapere di più sulla danza e musica popolare, trovare  delle attinenze e / o divergenze con la tradizione classica  delle antiche cività come l’India. Degli  artisti del tango  mi hanno colpito i movimenti sinuosi  ed aggraziati del tango arabo  mentre mi è entrata  dentro  la sonorità della chacarera, e me la sono portata dietro  per alcuni giorni .. magari ha rappresentato la semplice schermaglia amorosa tra uomo e donna   che invita alla gioia di vivere al di là di concetti troppo mentali.   Per costruire uno spettacolo transculturale , per usare un termine alla Eugenio Barba,  dovremmo  continuare a incontrarci, fare dei laboratori incrociati dei vari stili  con musica live e continuare a creare". 

Più artisti e più mondi

“E’ stato molto bello partecipare allo spettacolo  e portare al pubblico  una parte della cultura che  fa parte del nostro bagaglio- affermano Mirko & Milva. “  E' stata una  esperienza emozionante perché siamo riusciti a creare un connubio pluridisciplinare grazie all'intervento di diversi professionisti dei vari settori e i loro allievi.  E ci  ha affascinato l'organizzazione del teatro adatto alla danza e la  professionalità in generale che abbiamo respirato”.   “Uno spettacolo ricco di colori  da  tutti i punti di vista - è il commento di Stefano Campagna, uno degli elementi dell’ensamble I Passi della Tradizione - che ha portato in scena  la vera e propria unione fra i popoli. Una rappresentazione unica nel suo genere delle diverse culture, danze e musiche di popoli fra di loro distanti ma allo stesso tempo vicini e collegati fra di loro grazie alla forza della danza..che quasi magicamente segue un filo logico e mette in luce tutti i collegamenti e le similitudini che esistono fra di loro”. " Ho partecipato per la prima volta a Dif e allo spettacolo Ballare Viaggiando- afferma Anna  Candeliere, un altro elemento dell'ensamble I Passi della Tradizione con incursione nel tango. "Una bella esperienza ricca di energia, rafforzata dalla musica dal vivo, che non si riscontra nelle altre rassegne della fiera, e che è trascinante  e sulla quale prendono vita i piedi come attratti da una calamita. Una sensazione molto bella. In questa occasione Francesca, che canta, balla e suona - e si può dire che " se la canta, se la suona e se la balla"-  è uscita dai suoi canoni di danza popolare,   ci  ha contagiato tutti con la sua forza gettandoci in un  oceano ,noi  pesciolini  in mezzo a pesci grandi. La preparazione  non è stata facile, ognuno con i propri impegni, ma poi magicamente  tutto ha preso forma, ogni danza si è collegata con l'altra , dando vita a qualcosa di vivo".

www.ballareviaggiando.it

www.danzainfiera.it

 

FOTO BALLAREVIAGGIANDO.IT

I protagonisti

I danzatori- Ensamble "I passi della Tradizione " di Francesca Trenta (Martina Fiorucci, Lavinia Ottolini, Alessandra Pansera, Sivia D'Afflisio, Silvia Cesaroni, Francesca Cugini, Cristina Iannuzzi, Alessia Mattacchioni, Anna Candeliere, Stefano Campagna, Carlo Pisanò, Gabriele De Vita, Marco Schifani)

I musicistiGian Franco Santucci  (Tammorra e voce), Fabio Menditto  (bouzouki), Doriano Prati  (fisarmonica), Giorgio Pinai (ciaramelle), Simone Vecchio

Francesca Trenta - Danzatrice, coreografa e ricercatrice, musicista e cantante,docente Ials , è impegnata nella diffusione e riproposta delle tradizioni popolari italiane coreutiche e musicali. Fra le sue collaborazioni Taranta Power di  Eugenio Bennato, Nando Citarella e Ambrogio Sparagna (coreografa e coordinatrice danze dello spettacolo "Ballo! le danze popolari italiane" 2013/2014, 2015, Auditorium Parco della Musica di Roma), conduce numerosi progetti didattici: stage, laboratori, corsi sulla danza e musica popolare per l'Associazione "Il Flauto Magico" (Lazio e Campania) nel progetto"I Passi della tradizione".

Rosella Fanelli - Definita dalla critica internazionale "un'anima indiana in un corpo italiano", ha vissuto molto in India. Danzatrice professionista di danza classica indiana stile KATHAK, ha  portato i suoi spettacoli in India, Italia, U.S.A., Israele, Germania, Spagna, Inghilterra, Austria.In India ha rappresentato ufficialmente la Danza Kathak in molte occasioni e ha  partecipato al primo Festival di Kathak di San Francisco (USA) nel 2006, quale unica esponente occidentale insieme ai maggiori danzatori di Kathak contemporanei. Rientrata in Itali da otto anni, è docente presso il Conservatorio di Vicenza nell’ambito del corso accademico di Musica extraeuropea ad indirizzo indologico ( corso unico in tutta Europa). Nel 2010  ha fondato  la SCUOLA KATHAK ITALIA e la FANELLI INTERNATIONAL KATHAK COMPANY.

Mirko Bonelli- Proviene da una formazione accademica ( classica, danza moderna e della danza sportiva latino americana e standard ), e ha approfondito la propria conoscenza del tango argentino tradizionale vivendolo di persona nelle Milongas porteñas di Buenos Aires.

Milva Morelli- Di origine argentina, ha iniziato  a danzare dall'età di 5 anni e ha vissuto il tango direttamente nelle Milongas.   Dopo una formazione accademica classica, si è spostata verso le danze orientali. Studia e ricerca le danze popolari argentine insieme al compagno Mirko. E' arrivata in Italia nel 2010.

Antonio Castiglia- Si avvicina al tango nel 2001 perfezionandosi con stage e seminari con i più grandi maestri del panorama internazionale del tango tra cui Ricardo Barrios y Laura Melo e molti altri. Fa parte della Compagnia di Tango A Media Luz di Verona. Per un paio di anni si dedica anche all’attività di Musicalizador nell’area Toscana. E’ residente a Prato e fa parte dell'associazione  di promozione sociale  Zappa da settembre 2015, dove conduce lezioni di tango principianti e intermedi.

 

 

 
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