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MELPIGNANO C’E’

 

 

Finchè sul palco i veri protagonisti rimarranno i musicisti dell’Orchestra Popolare tutti, le voci femminili che riflettono l’anima del Salento (Enza Pagliara, Alessia Tondo, Ninfa Giannuzzi, Stefania Morciano, Alessandra Caiulo...... ), le altre voci della tradizione da Castrignanò ad Antonio Amato e Giancarlo Paglialunga, i direttori  artistici del Festival e Concertone ( Chiriatti e Durante “ uomini di questa terra”) , i danzatori portatori anche loro di un percorso consapevole , la Notte della Taranta continuerà ad avere una sua forza culturale in grado di accettare come scambio anche un gruppo indiano , i Dhoad Gypsie provenienti dal Rajasthan, che interagisce con passione , un rapper che incontra la pizzica , tracce di rock , la contaminazione che vorrebbe diventare il must. Del resto, quest’anno più degli altri anni, il Concertone va a concludere una stagione di concerti legati ai luoghi del Salento e alla sua musica partiolaremente ricca con il Festival itinerante 2018 che ha visto nomi eccellenti e legati alla tradizione e alle edizioni migliori della Ndt. Il Concertone , da “ protocollo” e da comunicazioni ufficiali , da diversi anni anni, mette in prima linea l’incontro con altre culture, interpretazione, rielaborazione , commistione. Può piacere molto, meno, per niente ma l’importante è dare sempre forza all’ origine di questo evento, che certo non è più quello degli inizi , guarda al business, tira in ballo nomi di richiamo che poco hanno a che fare con la musica popolare ( per il 2019 ci sarà il Volo?..ma che ci frega), ma va salvaguardato il messaggio che la musica popolare è viva , può e deve arrivare a un pubblico più vasto sempre mantenendo il rispetto delle origini e dei suoi codici. Nessuno vuole rubare nulla. E’ importante che la danza ci sia , anche se coreografata in una ottica o visione diversa dalla danza strettamente tradizionale o di piazza : l’intervento di Max Volpini, come già lo scorso anno quello di Luciano Cannito, è risultato armonioso, ha toccato il tasto gioia sia nella versione più popolare che nella versione accademica cercando di realizzare “un ponte” tra sonorità e movenze, spontaneità e regole. Eccezionale la violinista cubana Ylian CANIZARES , vitale il gruppo indiano  che ,piaccia  o non piaccia o, un senso lo aveva , a dispetto di molti commenti, risalendo al lungo viaggio, ,leggendario o reale , che racconta La via dei Gitani, un lungo cammino partito 600 anni fa dall’India, dal deserto dei Thar, per attraversare la Persia, la Turchia, l’Egitto, il Marocco, i Balcani fino al Mediterraneo e alcune zone del Sud Italia. Migliorata la regia dello spettacolo che fino a qualche anno fa lasciava momenti troppo lunghi di stacco da un brano all’altro. Mirò ,maestro concertatore , ha mostrato la sua partecipazione a differenza di qualche maestro di qualche anno fa. Scritte televisive di Rai 5: perchè solo i titoli delle canzoni? E gli interpreti ? In ogni caso inquieta leggere i commenti del giorno dopo tra alcune voci entusiastiche e altre assolutamente sprezzanti in nome del bel mondo perduto,con riga rossa e blu in mano se una parola è stata storpiata , un passo non rispondeva ...a quale regola ?, ecc Fino al giudizio più brutto che possa esserci, che offende anche i protagonisti dell’evento,   ovvero che sia ormai solo uno spettacolo per turisti. Per concludere , la citazione di un commento che abbiamo condiviso, che riteniamo vero, venuto dal cuore , senza troppi giri cerebrali , di una danzatrice salentina, Moana Casciano, che vive e offre la tradizione nella sua quotidianità: “Quando avvertirete emozioni nel sentire una "certa" Andrea Miro' cantare LA TABBACCARA... "una certa" LP interpretare VORREI VOLARE... e cantare in salentino PIZZICARELLA ... il gruppo di INDIANI cantare e danzare con una naturalezza spaventosa e un allegria contagiosa difronte 100mila persone... il violino e la voce di Ylian CANIZARES cantare in griko... il il grande MINO DE SANTIS emozionarsi... gli APRES LA CLASSE difendere la nostra amata terra... JAM SENESE incantarci col suo sax sulla voce arcaica di Enzo GRAGNANIELLO... CAPIRETE che la NOTTE DELLA TARANTA e' SOPRATTUTTO UNIONE DI CULTURE e di MUSICA...e quei MUSICISTI che dedicano la loro anima per mesi per realizzare tutto cio' ... ogni anno a fine concertone si presentano in piazza SAN GIORGIO fino all'alba per suonare la TRADIZIONE..

DA 10 ANNI sempre la stessa domanda :

* MA LA PIZZICA PIZZICA DOVE STA ?

Io vi rispondo :

* PERCHE' LA CERCATE SUL PALCO A MELPIGNANO ?

EMOZIONATEVI OGNI TANTO..... FA BENE

e.i.

 
notte taranta altalena.png
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